"L’eredità Agnelli? La Fiat non c’entra"

Il presidente della cassaforte di famiglia: "«L’indagine del Fisco non riguardané il gruppo, né Exor, ma soltanto gli eredi diretti.La posizione di potere di Elkann è fermissima. Il futuro? Resto al vertice dell’accomandita"

nostro inviato a Torino

«La posizione di potere di John Elkann, presidente di Exor e vicepresidente della Fiat, non si è assolutamente incrinata e non è incrinabile. È fermissima. Elkann è il leader del gruppo e lo resterà. Escludo, anche, che Exor possa essere coinvolta, come ho letto, nella diatriba sull’eredità di Gianni Agnelli. Se esiste un problema di carattere fiscale non riguarda le società, ma le persone, che poi sono gli eredi diretti. Su questo, però, non mi pronuncio. La solidità del gruppo Agnelli è fuori discussione: Exor non è assolutamente parte di questa storia. E nessuna ripercussione ci sarà sulla Fiat». Gianluigi Gabetti, presidente della Sapaz, l’accomandita Giovanni Agnelli & C, il «banchiere» e braccio destro dell’Avvocato, esce per la prima volta allo scoperto e risponde alle domande del Giornale a proposito dei presunti fondi neri di Agnelli, oggetto di un’indagine del fisco. Una guerra legale e mediatica scatenata dalle pretese di chiarezza della figlia di Agnelli, Margherita de Pahlen, che ha finito per coinvolgere, oltre alla madre Marella, anche gli uomini di fiducia del padre.
Tanti «veleni» sull’eredità dell’Avvocato e il presunto «tesoro» all’estero. L’estate 2009 sarà difficile da dimenticare...
«Si continuano a ripetere, come un disco rotto, anche situazioni che sono state già smentite o precisate. La mia linea non cambia. Hanno scelto di portarci in tribunale, e lì, in aula, avranno la risposta».
Se fosse accertata la mancata denuncia al fisco italiano di questo presunto «tesoro», la legge prevede sanzioni pesantissime anche nei confronti degli eventuali gestori del patrimonio. È preoccupato?
«È un caso che può riguardare gli interessati all’eredità (la vedova Marella Caracciolo e la figlia Margherita, ndr)».
Ha sentito la signora Marella di recente?
«No».
Quali consigli ha dato a Elkann, alle prese - anche se indirettamente - con una vicenda più grande di lui?
«No, non è una vicenda più grande di lui. Si è di fronte a una questione di eredità, con delle pretese; e a una questione di carattere fiscale che avrà la sua storia. oglio anche precisare che la leadership del gruppo Agnelli nelle mani di John segue un passaggio costituzionalmente giusto».
La famiglia Agnelli è compatta?
«Credo proprio di dire di sì».
Margherita, sollevando la questione dell’eredità, ha innescato una pericolosa miccia fiscale. Forse non ha fatto bene i calcoli...
«Non mi esprimo su di lei, non so».
Lei e Franzo Grande Stevens, uomini di fiducia di Agnelli, siete comunque finiti nell’occhio del ciclone. Che cosa sta provando?
«Molta amarezza; ma fiducia nella giustizia, davanti alla quale hanno deciso di portarci, e nella storia. Le cronache, invece, le fate voi».
Resterà alla guida della Sapaz?
«Sì, anche se sono una persona che ha già concluso la carriera diverse volte. Mi sento sempre carico». 

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