L’influenza spinge utili e ricavi di Novartis

Crescita superiore alle aspettative per Novartis, una delle prime industrie farmaceutiche al mondo, presente in 140 Paesi con oltre centomila dipendenti. Nel primo trimestre di quest’anno la società svizzera, con sede a Basilea, ha registrato un aumento dell’utile netto del 49%, raggiungendo i 2,9 miliardi di dollari. Il volume d’affari nello stesso periodo è salito del 25% superando i 12,1 miliardi di dollari. I farmaci di recente lancio (1,9 miliardi di dollari) contribuiscono per il 16% al volume di affari, mentre dai contratti di fornitura del vaccino contro l’influenza pandemica provengono 1,1 miliardi di dollari. La Borsa di Zurigo ha reagito positivamente. Nel 2009 Novartis ha registrato un volume di affari di 44,3 miliardi di dollari, 7,5 miliardi sono stati investiti in ricerca e sviluppo. Il ceo Joseph Jimenez ha affermato: «Sono soddisfatto della solida crescita del primo trimestre 2010 grazie all’ampio portafoglio nella Salute. Tutti i nostri business stanno registrando buoni progressi».
Novartis Italia (3.900 dipendenti) ha conseguito in questi tre mesi un fatturato di 386 milioni di euro (+7%).

Tutte le divisioni registrano un andamento positivo e l’export, attestato sugli alti livelli del 2009, ha svolto un ruolo essenziale nella crescita, raggiungendo gli 80 milioni e contribuendo per il 21% al fatturato complessivo. Fatturato che tocca i 624 milioni se si considerano anche le vendite nel trimestre del vaccino per l’influenza pandemica.

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