L’INTERVISTA L’EDICOLANTE

La sua edicola è là in zona. Ecco perché lui, il titolare, sa tutto quel che accade lì nei dintorni.
È sempre così desolante la piazza?
«Sì, sempre così. C’è chi bivacca qui a tutte le ore, anche la mattina. Non me la prendo con i rifugiati eritrei, loro non creano problemi. Sono gentili ed educati. Sono i sudamericani a dare fastidio. Bevono e non hanno rispetto per niente e nessuno».
Come è lavorare in un contesto del genere?
«Non è di certo il massimo. Perfino sul retro dell’edicola vengono a farci i loro bisogni. E poi occorre stare attenti a non distrarsi, altrimenti rubano qualche rivista o dvd. Senza contare che a volte perdono la testa e diventano violenti».
Si è mai sentito in pericolo?
«Di sicuro non mi sento a mio agio. Una sera un ubriacone si è avvicinato alla mia auto e senza alcun motivo ha sferrato un pugno alla portiera. Sembra che non abbiano la forza per stare in piedi. Li vedi svenuti per terra e pensi che stanno male, che non si rialzano più. Ma quando vogliono sanno essere anche maneschi. E poi quando arriva la polizia se la filano a gambe levate. Non sono mica tanto stupidi, alla fine».
Passa spesso la polizia?
«Per passare, passa. Ma tanto non serve a nulla. Questi si allontanano per qualche minuto e poi ritornano. Ora ci sono pure i militari, speriamo cambi qualcosa. Ma una soluzione io ce l’avrei».
Quale?
«Sono quasi tutti extracomunitari e non lavorano. E allora rimandiamoli al loro Paese. Ormai in questo Paese mi sembra che abbiano più diritto gli stranieri nullafacenti che gli italiani che lavorano. Le sembra giusto?».

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