Sarà nelle sale italiane oggi e domani Bowie: The Final Act, il documentario di Jonathan Stiasny che racconta gli ultimi trent'anni di carriera di David Bowie (1947 - 2016) attraverso musica, immagini e testimonianze, fra cui molti materiali inediti relativi al periodo in cui il cantante britannico rimase "nascosto" al pubblico, prima della pubblicazione dell'ultimo album.
A dieci anni dalla morte (avvenuta a New York il 10 gennaio 2016) di una delle icone della cultura contemporanea, anche gli spettatori italiani potranno vedere Bowie: The Final Act. Una proiezione speciale, in cento cinema su tutto il territorio nazionale, grazie alla distribuzione curata da Madison Pictures e alla collaborazione Radio Capital. Il documentario si allontana dalle biografie tradizionali per concentrarsi su una fase complessa e ricca della carriera di Bowie, in un vero e proprio viaggio visivo e sonoro, della durata di oltre 90 minuti. Gli ultimi trent'anni di vita di Bowie sono esplorati a partire dalle inquietudini, dai continui cambi di rotta degli anni Ottanta e Novanta e dalla disillusione seguita al suo enorme successo internazionale, fino alla sua straordinaria rinascita artistica.
Il documentario segue il ritorno trionfale di Bowie sul palco al Festival di Glastonbury nel 2000 ma anche i suoi esperimenti pionieristici con internet e la scrittura del suo primo musical. Fino alle sessioni di registrazione di Blackstar, l'album uscito due giorni prima della sua morte, di cui finora si erano viste pochissime immagini.
Il racconto è affidato a rari filmati d'archivio inediti e alle stesse parole di Bowie, a cui si aggiungono le testimonianze dei suoi più stretti collaboratori, come il produttore Tony Visconti, i musicisti Mike Garson ed Earl Slick, esponenti dell'avanguardia musicale come Moby, Goldie e Gary Kemp, e poi le riflessioni dell'astronauta Chris Hadfield e dello scrittore Hanif Kureishi. Infine, uno sguardo familiare, attraverso i contributi dei figli, Duncan Zowie Jones (oggi regista) e Alexandria Zahra Jones.