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Lavoro manuale, serve un rilancio

Il retaggio culturale è un freno perché porta i giovani a scegliere il liceo, opzione ritenuta dalle famiglie fondamentale per essere in serie A. Mentre, secondo tale semplicistica rappresentazione della realtà, si scivola in serie B se si opta per gli istituti tecnici e professionali

Lavoro manuale, serve un rilancio
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In Italia il mondo del lavoro è sinonimo di grande complessità. Tra le cause principali la difficoltà a reperire manodopera qualificata, artigiani e operai che siano in grado di rispondere al bisogno delle imprese. Va dunque rivalutato il lavoro manuale ma questo impatta con un retaggio culturale difficile da mettere in discussione. Nel nostro Paese circa il 60% dei giovani frequenta il liceo ma la percentuale che si laurea è la più bassa d'Europa. Insomma, molti abbandonano gli studi senza disporre dei requisiti tecnici per entrare in un'azienda.

Il retaggio culturale è un freno perché porta i giovani a scegliere il liceo, opzione ritenuta dalle famiglie fondamentale per essere in serie A. Mentre, secondo tale semplicistica rappresentazione della realtà, si scivola in serie B se si opta per gli istituti tecnici e professionali. Il vulnus, la ferita è questa. Senza contare la tipica espressione che risuona in molte famiglie: Se non studi va a lavorare!. Una frase che ha il sapore della minaccia. Il messaggio è chiaro: il giovane deve studiare per essere promosso anche in termini di accreditamento sociale. Se, invece, va a lavorare già in partenza vive l'esperienza della punizione, di una bocciatura.

Si dovrebbe finalmente capire dentro quale errore strategico il Sistema Paese è precipitato nel sottovalutare l'importanza dell'investire nelle mansioni tecnico/pratiche. E nel comunicare che i mestieri manuali possono offrire soddisfazioni professionali ed economiche.

Dare una risposta efficace a questo gap è ossigeno puro per l'economia reale: la richiesta dei territori è sempre più urgente. E proprio per la configurazione specifica del nostro sistema produttivo la direzione da prendere è obbligata. Si è perso troppo tempo.

www.pompeolocatelli.it

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