«Lega in periferia, altri a San Babila»

La nota stonata è il parquet. «Non quadra con una sede della Lega, potrebbe sembrare di qualche altro partito, vediamo di consumarlo in fretta». Giancarlo Giorgetti, segretario nazionale del Carroccio, taglia il nastro della nuova sezione (la quinta) aperta da ieri in via Visconti d’Aragona, zona Lambrate, e fa dell’ironia sugli alleati. Ogni riferimento al Pdl Point di corso Vittorio Emanuele non è casuale, «le nostre sedi sono nei quartieri periferici - sottolinea il sottosegretario - e vivono 365 giorni l’anno. Non sono solo belle vetrine elettorali come quelle di altri, che si espongono come se fossero prodotti in saldo. Ci ha insegnato Bossi a fare così, la politica si fa in mezzo alla gente». Gli dà di gomito il capogruppo milanese, Matteo Salvini, che ricorda gli indirizzi della altre sezioni del Carroccio, in zona Affori, alla Darsena, Mac Mahon, Mecenate, «qualcuno apre in San Babila o corso Vittorio Emanuele, noi per l’ennesima volta scegliamo la periferia e mettiamo a disposizione dei cittadini che ne hanno bisogno, durante ma anche dopo la campagna elettorale, commercialisti, consulenti dell’Aler, avvocati». La sede, all’angolo con via Amadeo, è presa in affitto presso uno stabile popolare. Una lezioncina che i leghisti dispensano agli alleati, e anche al sindaco Letizia Moratti: «La invitiamo a stare tre ore in meno in piazza Scala e a venire qui da noi, o a incontrare di più la gente nei quartieri» manda a dire Salvini.
Un sistema che paga, stando a vedere i risultati di un sondaggio pubblicato nei giorni scorsi dall’istituto di ricerche Crespi e che vedrebbe il Carroccio, a due mesi dalle prossime regionali, a soli tre punti di distacco dal Pdl. «Se la gente che ci sta dicendo che voterà Lega lo farà sul serio è possibile, ma una cosa sono i sondaggi un’altra le urne - non si sbilancia Giorgetti -. Noi puntiamo a confermare gli ultimi risultati e continuare a crescere bene. Ciascuno fa il suo mestiere, noi “remiamo” per la Lega».
Ieri pomeriggio incontro tra il presidente della Provincia e coordinatore regionale del Pdl, Guido Podestà, Giorgetti e Salvini, all’ordine del giorno la corsa nei Comuni dove si vota a marzo, come Cologno, Mantova, Trezzano. Trattative ancora in corso per far quadrare il risiko del listino bloccato (i 16 nomi di chi sarà eletto consigliere come premio di maggioranza). Se è già definito che otto caselle saranno divise tra ex An e ex Fi, i posti a disposizione della Lega dovrebbero ridursi da otto a cinque-sei al massimo, ma in cambio incasserebbe la vicepresidenza della Regione.
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