Dalle felpe del Carroccio al completo più ingessato che si addice(va) a Forza Italia, ora chissà. Massimiliano "Max" Bastoni da esponente del Carroccio si presentò anni fa alle Comunali per Palazzo Marino con poster elettorali che oggi forse incapperebbero nel rischio denuncia: "Bastoni contro gli immigrati". Passato in Regione ed espulso da Matteo Salvini quando creò con altri consiglieri del Pirellone il Comitato Nord, nel 2023 sostenne la campagna elettorale di Letizia Moratti, allora candidata ale Regionali con il Terzo Polo di Matteo Renzi e Carlo Calenda. E in un attimo, Max Bastoni si è ritrovato ad aderire a Forza Italia, ricoprendo da subito l'incarico di vicecoordinatore cittadino di Milano con delega ai Rapporti istituzionali. Fino al sit in degli azzurri a favore dei "nuovi cittadini" all'Arco della Pace lo scorso 18 aprile, lo stesso giorno in cui la Lega riuniva i Patrioti in piazza Duomo. Una manifestazione pro immigrati era evidentemente un po' too much da giustificare, visto il punto (e gli slogan) di partenza. E questa volta, l'approdo è stato Futuro Nazionale del generale Roberto Vannacci, che "sta risvegliando il sacro fuoco della speranza tra i giovani e tra chi, come me, conosce bene la politica ma si era ormai rassegnato a vedere sempre le stesse facce e gli stessi giochi di palazzo" scrive sui social. E assicura: "Ci attaccano perchè hanno capito che non siamo l'ennesimo progetto costruito per occupare qualche poltrona". Attacca subito gli ex leghisti, a partire dal sindaco di Opera Ettore Fusco che ha celebrato giorni fa l'unione civile tra due donne.
"Roba da matti, dalla Lega troppa rincorsa alla sinistra, troppa distanza dalla propria base storica". E aggiunge "noi continuiamo a credere in coerenza, radici, identità e difesa della famiglia. Senza ambiguità, senza rincorrere la sinistra, senza giravolte". O almeno, fino al prossimo giro di valzer.