"Le Olimpiadi invernali non potevano che concludersi con una grande marketta del sindaco, la lettera che ha ritenuto di girare ai 14mila dipendenti comunali per dirsi bravo e bello e per preparare tutti a quello che lui definisce il rush finale. Un tentativo di cancellare le tracce di quindici anni di inefficienza del centrosinistra", dal 2011 con Giuliano Pisapia e il mandato bis di Sala, "che ha decretato il rischio di implosione della città con espulsione del ceto medio e della working class milanese". È il commento del capogruppo FdI Riccardo Truppo alla lettera post Olimpiadi inviata due giorni fa da Sala a tutti i dipendenti, e "accolta da molti - riferisce Truppo - con un po' di fastidio, è sembrato uno spot di fine mandato".
Tant'è, Sala scrive che "siamo ancora sotto l'effetto del grande consenso riservato al nostro Paese dalle Olimpiadi, uno dei titoli di giornale più visti a commento di un successo organizzativo e sportivo che ha pochi precedenti nella storia dello sport mondiale, è Italia, 30 e lode. Come al solito, ogni risultato di questo genere ha sempre molti padri e molte madri, dopo. Prima c'è solo il duro lavoro di chi l'ha reso possibile". Anche se, ricordiamo noi, senza il patto di ferro e le garanzie economiche fornite dai governatori della Lombardia Attilio Fontana e dell'ex del Veneto Luca Zaia, e senza l'investimento di Fondazione Fiera Milano, che ha allestito a Rho Fiera l'impianto di hockey su ghiaccio femminile che il Comune avrebbe dovuto realizzare all'ex Palasharp ed è rimasto impantanato, la città avrebbe rischiato di rimanere fuori dai Giochi o di avere uno spazio decisamente minore. Nella lettera Sala ringrazia i dipendenti per "aver contribuito in modo decisivo a questo successo, so quanto vi è stato richiesto in più rispetto a quanto dovete fare ogni giorno" e "quando ci siamo aggiudicati Olimpiadi e Paralimpiadi ho sentito un po' la responsabilità di chiedervi un supplemento di impegno così significativo". Se "tutto è andato bene, anche oltre ogni più rosea aspettativa, molto lo si deve a voi". Al plurale parla della "nostra volontà di riuscita. Siamo passati attraverso dubbi, incertezze e critiche, come sempre in casi di questo genere. Oggi ci troviamo con una città con nuovi impianti", l'Arena Santagiulia, realizzata dalla società privata Eventim, "una nuova capacità di accogliere gli studenti" grazie al Villaggio olimpico costruito da Coima che diventerà subito studentato, "una nuova consapevolezza di saper affrontare una prova come le Olimpiadi". Sostiene che l'impegno "non è andato a scapito del lavoro ordinario".
Arriva al bilancio di fine mandato. Sala scrive che "stiamo entrando nell'ultimo dei 10 anni di lavoro che hanno trasformato nel profondo Milano e la sua fama. Siamo partiti dal successo di Expo, abbiamo affrontato il Covid, le conseguenze di guerre e crisi economiche tenendo la barra dritta e arricchendo la città di una nuova linea del metrò", la M4 (dopo 9 anni di cantiere), scuole, verde. Cita gli ultimi annunci: la rimozione del pavè da via Torino, il prolungamento della M1 a Baggio. E "stiamo completando la Beic, il centro Carraro, le case popolari di via Tofano", cita i "nuovi agenti e telecamere per rendere più sicura la città". Si tratta, conclude, di "un rush finale che conferma l'identità di Milano, radicata nella contemporaneità.
Atleti, istituzioni, turisti hanno apprezzato quel che Milano offre a chi la vive o la visita: un'ospitalità schietta e senza fronzoli capace di parlare al cuore delle persone con il linguaggio dell'innovazione, dell'accoglienza e delle equità. Per fare questo non ci dobbiamo fermare mai".