Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 01:40
In evidenzaAggiornato alle ore 01:40
Letteratura

Un futuro incerto che non deve essere di tipo imperiale

Un futuro incerto che non deve essere di tipo imperiale

Dopo lo scoppio di quella che ormai viene chiamata la Terza guerra del Golfo e che per molti è un'altra tappa della Terza guerra mondiale a pezzi sono aumentati i dubbi su come sia possibile progettare un nuovo ordine mondiale che garantisca la pace. Il tema è al centro del nuovo saggio di Amitav Acharya, Storia e futuro dell'ordine mondiale (Fazi, pagg. 552, euro 24, con una prefazione di Franco Cardini). Il saggio prende in considerazione anche l'ipotesi che quest'ordine possa prosperare a prescindere da quello che accadrà

agli Usa e all'Europa, come spiega il sottotitolo: Perché la civiltà globale sopravvivrà al declino dell'Occidente. Ripercorrendo cinquemila anni di vicende umane, Acharya, professore all'università di Washington tra i più autorevoli studiosi di relazioni internazionali mostra che l'ordine mondiale ha avuto moltissime fasi. Dall'antica Sumer e dall'Egitto all'India e alla Grecia, fino alla Mesoamerica, gli imperi eurasiatici e l'Africa, emergono valori, interdipendenze economiche e norme di condotta tra Stati affermatisi in diverse

aree del pianeta. La storia rivela che l'ordine quasi mai coincide con il dominio di un solo polo: è una tessitura plurale che si ricompone. Quindi se l'Occidente arretra, l'ordine può perdurare. Ma serve che il resto del mondo abbia maggiore voce e anche maggiore responsabilità. Se prevalgono invece logiche imperiali e di rivalsa, i rischi sono altissimi.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.