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I parchi come progetto Paese e leva strategica. L’“arma segreta” dell’Italia secondo Andrea Camaiora

I parchi come progetto Paese e leva strategica. L’“arma segreta” dell’Italia secondo Andrea Camaiora
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In un Paese che discute di ambiente quasi esclusivamente attraverso slogan oppure quando si trova a fronteggiare una emergenza, i parchi naturali continuano a occupare una posizione marginale nel dibattito pubblico. Eppure, in questi territori si gioca una partita fondamentale per il futuro dell’Italia: quella tra tutela e sviluppo, tra democrazia e gestione del bene comune, tra memoria e progetto. In “Parchi, l’arma segreta italiana” (Editoriale Scientifica), Andrea Camaiora ribalta lo sguardo e propone una tesi tanto semplice quanto radicale: i parchi non sono un residuo del passato né un lusso ecologico, ma uno degli strumenti più potenti – e sottovalutati – di cui il Paese dispone per ripensare il proprio modello di convivenza tra natura, cultura e cittadinanza.

Il libro si muove con sicurezza tra analisi politica, riflessione culturale e proposta operativa. Camaiora rifiuta tanto la retorica ambientalista quanto la riduzione tecnocratica della natura a oggetto di gestione. I parchi, sostiene l’autore, non sono musei da contemplare né recinti da difendere astrattamente, ma infrastrutture culturali vive: luoghi in cui si intrecciano ecologia, cittadinanza, educazione e identità territoriale. In questa prospettiva, la tutela ambientale diventa un atto profondamente politico, perché riguarda il modo in cui una società decide di abitare il tempo, lo spazio e il limite.
Uno dei nuclei più convincenti del volume è la riflessione sulla comunicazione ambientale. Camaiora, giornalista ed esperto di comunicazione, mostra come i parchi italiani soffrano non tanto di una mancanza di valore, quanto di una cronica invisibilità simbolica. Raccontati con linguaggi burocratici o ridotti a sfondi turistici, restano ai margini dell’immaginario collettivo. Da qui l’urgenza di una “ecologia narrativa”: raccontare i parchi non per semplificarli, ma per restituirne la complessità, coinvolgendo comunità locali, scuole, artisti, ricercatori, cittadini. La comunicazione non è un accessorio, ma una leva di trasformazione sociale.

Il libro si inserisce con forza nel dibattito sulla specificità italiana. In un Paese dove la natura è anche cultura, stratificazione storica e presenza umana, i modelli di conservazione importati dall’estero risultano spesso inadeguati. I parchi italiani nascono dentro territori abitati, segnati da agricoltura, pastorizia, borghi e memorie. È proprio questa commistione, sostiene Camaiora, a rappresentare la loro “arma segreta”: la possibilità di sperimentare un equilibrio avanzato tra tutela ambientale e vita delle comunità.

Particolarmente efficace è l’idea dei parchi come scuole di cittadinanza ecologica. In un’epoca dominata dall’accelerazione e dall’estrazione continua di valore, il parco diventa una contro-proposta culturale: insegna la lentezza, la gradualità, il rispetto dei limiti. Non attraverso slogan, ma attraverso l’esperienza diretta, l’educazione ambientale, il turismo consapevole e la partecipazione.

Parchi, l’arma segreta italiana, dunque, è un libro che parla a decisori pubblici, operatori culturali, amministratori, ma anche a cittadini e lettori attenti al futuro del Paese.

Più che un saggio sui parchi, è una riflessione ampia su come ricostruire un patto tra natura e democrazia. Un invito a uscire dalla retorica del “green” e a riconoscere, finalmente, che il paesaggio non è uno sfondo, ma una forma di civiltà.

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