Leucemia a scuola «L’Asl ci dia risposte»

I genitori vogliono chiarezza sul caso leucemia della scuola Cuoco Sassi. E per questo ieri sera si sono dati appuntamento nell’istituto di via Corridoni e hanno parlato con Luigi Bisanti, responsabile dell’epidemiologia dell’Asl di Milano per avere notizie sugli esiti della ricerca. Tra dicembre e gennaio, sette bambini si sono ammalati di leucemia linfoblastica acuta: tre di loro frequentano la scuola Cuoco Sassi. Sul caso sono state condotte delle indagini per trovare un’eventuale causa comune a questo «boom» di tumori. Ma sulla ricerca e sui risultati raggiunti dal gruppo di lavoro c’è un totale riserbo. «È stato ritenuto che l’incontro con i genitori - spiegano all’Asl - sia l’unico momento di confronto sul tema. Non ci saranno nè conferenze stampa nè altro. Inoltre, non siamo autorizzati a dare ulteriori informazioni sui contenuti dell’indagine».
Questo riserbo è contrario all’ottica di trasparenza che aveva messo in campo l’Asl di Milano già dallo scorso gennaio, appena scoppiò il caso: era stato infatti preparato un apposito sito internet per tenere aggiornati i cittadini sulle scoperte che avrebbero o meno collegato i casi di leucemia a eventuali fattori di rischio. Tuttavia, sul sito internet, ad oggi, risultano solo due verbali di incontro tra gli esperti (uno il 27 gennaio, l’altro il 4 aprile), oltre al piano degli accertamenti che gli esperti avrebbero eseguito entro la fine di aprile. Tra i fattori di rischio esaminati ci sono ad esempio i raggi X, i campi elettromagnetici a bassissima frequenza (prodotti dai comuni elettrodomestici) e le radiofrequenze (come quelle di telefonini e ripetitori radio e Tv), ma anche composti chimici come gli idrocarburi e le sostanze responsabili dell’inquinamento atmosferico.

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