Lezioni di arti marziali tra i banchi per tenere a bada i bulli della scuola

MonzaSe fosse una legge di Murphy sarebbe l’assioma del bullo: se può prenderti di mira, è sicuro che lo farà. Ma nelle scuole superiori monzesi l’aria sta per cambiare. E in futuro anche in quelle dell’intera provincia della Brianza. Corsi di judo per tenere a bada i prepotenti. Il progetto è stato varato dall’assessore allo Sport Dario Allevi, che è anche presidente della neo Provincia, e coinvolge per il momento quattro istituti cittadini. In totale si tratta di 500 studenti delle ultime classi, quarte e quinte, che tra una lezione e l’altra impareranno anche l’abc delle arti marziali.
«È un’idea che ha riscosso un grande successo – spiega Allevi – e che permette innanzitutto ai ragazzi di conoscere una disciplina che in Italia sta dando grandi soddisfazioni a livello agonistico. Tutto ciò che può diffondere lo sport nelle scuole per noi è fondamentale». Ma non è soltanto una questione di attività fisica: «Visto che purtroppo oggi le cronache per prime ci informano di dilaganti episodi di bullismo – prosegue l’assessore - se queste lezioni insegnano ai ragazzi i principi dell’autodifesa, può tornare utile». In altre parole, niente botte da orbi alla Walker Texas Ranger, ma una preparazione di base per affrontare situazioni potenzialmente pericolose e sicuramente sgradevoli.
Ai corsi, che inizieranno il prossimo mese di ottobre, hanno aderito i licei Porta e Frisi oltre agli istituti Mapelli e Olivetti. Il Comune è riuscito anche a contenere le spese perché l’intera operazione costerà alle casse municipali solamente novemila euro: «Un’investimento assolutamente contenuto – precisa Allevi –. E siamo sicuri che i risultati saranno ottimi grazie soprattutto agli insegnanti che abbiamo coinvolto nel progetto». Le lezioni saranno infatti tenute da alcuni maestri dell’associazione sportiva Judo Club Ronin, una delle più note in città. D’altronde è stata fondata da Libero Galimberti. Un nome, una garanzia, dato che nel curriculum Galimberti può vantare di essere stato campione italiano dal 1967 al 1971.
Monza, attualmente, è l’unica città della Brianza ad avere promosso l’iniziativa, ma tra i progetti di Allevi in qualità di presidente provinciale c’è anche quella di coinvolgere le scuole dell’intero territorio: «Sicuramente la Provincia farà da direttore d’orchestra e cercherà di attivare queste lezioni in tutti i 50 Comuni». Del resto l’autodifesa a Monza e dintorni è risultata particolarmente gradita, soprattutto dal genere femminile. L’anno scorso, nell’ambito del mese dedicato alle donne «Ottobre in rosa», era stato proprio un corso di autodifesa a registrare il tutto esaurito. E stando ai dati sul bullismo c’è da giurare che sarà così anche fra i banchi di scuola.
Un sondaggio interno effettuato sempre lo scorso anno da un istituto superiore monzese, poi pubblicato sul proprio sito internet, rivelava che il 34 per cento degli studenti aveva compiuto atti di bullismo, mentre fra il 30 e il 70 per cento degli studenti erano stati testimoni silenziosi di episodi di questo genere. Altro dato significativo: il 5 per cento aveva confessato di aver subito molestie a sfondo sessuale. Ma in futuro chi si azzarderà a superare il limite potrebbe rischiare di finire al tappeto.

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