La Libia contro la Svizzera "Embargo commerciale" Poi protesta con gli Usa

Tripoli decreta l'emergo totale verso Berna. E protesta ufficialmente con Washington per i commenti ironici di un portavoce del Dipartimento di Stato sull'appello di Gheddafi alla "guerra santa" contro la Svizzera

La Libia contro la Svizzera 
"Embargo commerciale" 
Poi protesta con gli Usa

Tripoli - La Libia ha deciso un "embargo commerciale totale" nei confronti della Svizzera in seguito alla crisi diplomatica tra i due Paesi. Lo ha annunciato il portavoce del governo di Tripoli Mohammed Baayou. L’alta tensione tra Berna e Tripoli dura ormai da quasi due anni: è iniziata il 15 luglio del 2008 con l’arresto di Hannibal Gheddafi, figlio più giovane del rais libico Muammar Gheddafi, e la moglie Aline, allora incinta di nove mesi. I due erano accusati di avere picchiato ripetutamente due domestici con una cintura e un attaccapanni in un albergo di lusso a Ginevra. La coppia era stata trattenuta in carcere due giorni prima di venire liberata grazie al pagamento di una cauzione di oltre 300mila euro.

Contro gli Usa La Libia ha protestato oggi ufficialmente con gli Stati Uniti per i commenti ironici di un portavoce del Dipartimento di Stato Usa sull’appello di Muammar Gheddafi alla "guerra santa" contro la Svizzera. Il ministero degli Esteri libico ha convocato l’incaricato d’affari dell’ambasciata americana a Tripoli esigendo "spiegazioni e scuse" da parte di Washington e ipotizzando "ripercussioni negative sulle relazioni economiche e politiche tra i due Paesi se non saranno prese misure".

La protesta Tripoli ha affermato che esige "delle spiegazioni e delle scuse" da Washington, annunciando "ripercussioni negative sulle relazioni economiche e politiche tra i due paesi se non sarà adottata alcuna misura". Parlando del discorso tenuto venerdì scorso a Bengasi da Gheddafi, il portavoce della diplomazia americana, Philip Crowley, ha ricordato l’insolita figura del leader di Tripoli alla sede dell’Onu a settembre scorso. "Ho visto la notizia e mi ha ricordato quella giornata di settembre, una delle più memorabili sedute dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite di cui mi ricordi" ha dichiarato. "Molte parole, molta carta che volava dappertutto, e non per forza molto senso" ha aggiunto Crowley con una sonora risata.

La scena all'Onu Il 23 settembre 2009, il colonnello Gheddafi approfittò del palco dell’Onu a New York per pronunciare un discorso fiume di 95 minuti (contro i 15 previsti), dove invettive e improvvisazioni hanno tenuto banco. A Bengasi, Gheddafi ha invitato i musulmani ad andare alla jihad contro la Svizzera, definita «miscredente e apostata», chiedendo di boicottare l’economia elvetica per rispondere al divieto di costruire nuovi minareti approvato a fine novembre tramite un referendum promosso dalla destra populista.