Come liberarsi dal disordine

Vivere o lavorare in ambienti disordinati ci rende intrattabili, improduttivi e inefficienti. Lo dimostra uno studio del Princetown University Neuroscience Institute e lo studioso di neuroscienze e comportamento umano Gary Small

A causa dell’emergenza sanitaria legata al coronavirus trascorriamo le nostre giornate a casa. Può diventare l’occasione per liberarci del disordine e prendersi cura dei propri spazi vitali.

Una casa disordinata può essere infatti la causa di un’ansia che rischia di cronicizzarsi. Inoltre se si sta lavorando tra le mura domestiche attraverso lo smart working, il disordine rischia di renderci improduttivi ed inefficienti. Lo dimostra uno studio basato sulla risonanza magnetica eseguito presso il Princetown University Neuroscience Institute. Mediante esso si è dimostrato che coloro che lavorano in ambienti caotici risultano poco concentrati, irritabili e fanno fatica ad elaborare e memorizzare le informazioni. Il disordine rischia di prendere il sopravvento sino a raggiungere livelli patologici e contribuire a sviluppare disturbi compulsivi ossessivi. È ciò che sostiene Gary Small, esperto di neuroscienze e comportamento umano, coautore con Gigi Vorgan del saggio “La scienza della personalità” edito da Feltrinelli.

La maggior parte di noi preferirebbe vivere in un ambiente ordinato, organizzato e sereno, ma non tutti hanno la diligenza necessaria per farlo. Mettendo da parte del tempo per organizzare e ridurre il disordine aumenterete la vostra efficienza generale. Molti trovano utile programmare un orario regolare ogni giorno o settimana per archiviare e buttare via i documenti, le riviste e gli altri oggetti inutili che generano solo confusione”, afferma lo studioso si neuroscienze e comportamento umano Gary Small.

Per diventare ordinati e rendere il proprio spazio vitale meno caotico basta seguire dei semplici e preziosi consigli:

- Considerare uno spazio alla volta: riorganizzare tutto in una sola vota risulta impossibile. Il suggerimento dell’esperto è di procedere gradualmente da una stanza, cassetto o armadio, volta per volta;

- Creare delle categorie di oggetti: l’ideale sarebbe munirsi di scatole munite delle seguenti etichette, “Da tenere”, “Da buttare”, “Da decidere”. Solo così si potrà riporre gli oggetti nelle scatole appropriate;

- Essere generosi: nella scatola “Da buttare ci potrebbero essere oggetti che potrebbero essere utili per qualcun’altro. Si potrebbe donare questa scatola ad un’associazione di beneficienza o associazioni che si occupano di baratto;

- Mettere a posto le cose volta per volta: acquisire la sana abitudine di riporre al loro posto gli oggetti dopo averli utilizzati. Serve per archiviare tutto ciò che possediamo in modo da ritrovarlo con facilità quando ci serve;

- Mettere da parte gli oggetti che si usano raramente: ci sono oggetti ritenuti “stagionali” come i giochi per il mare, gli abiti da sci. Bisogna collocarli in posti meno frequentati;

- Pianificazione e rigorosa: mettere ordine deve diventare un’abitudine giornaliera, settimanale o mensile Il disordine infatti tende ad accumularsi nel tempo.

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