Certo, c'era molta gente e un certo entusiasmo alla presentazione dell'associazione "Tu Milano" che Antonio Civita, l'imprenditore del "Panino giusto", ha creato per navigare verso la candidatura a sindaco. Ma più che il numero, a colpire era stata la solerzia con cui i colonnelli del centrodestra avevano deciso di non rinunciare a sedere sulle poltrone di prima fila. Non ancora una benedizione, ma certo ben più che un gesto di benevolenza per l'elefante bianco che ha scelto di entrare con grande anticipo e (almeno che si sappia) nessun invito, nella cristalleria dei riti barocchi con cui la politica ancora sceglie i suoi candidati. Ora, come si è detto, dovrà dimostrare di essere lepre e non piccione da pallini per il fuoco amico e l'annuncio del suo tour in città è comunque la partenza della campagna elettorale che in meno di un anno deciderà il successore di Beppe Sala. Di certo c'è che dopo la presentazione di "Tu Milano", l'esplodere dell'inchiesta sul nuovo stadio che coinvolge i vertici del Comune e la pausa laico-religiosa della Pasqua ha congelato tutto. Ma ora sentir dire a Civita, nel colloquio concesso al Giornale, che "in città c'è una sensazione di delusione e di apatia che spinge verso il cambiamento" e che a destra "effettivamente c'è chi crede che la sfida sia già persa", ma "il tema è crederci, come ci credo io", lascia ben pochi dubbi. Perché lui, da imprenditore, sembra avere le idee piuttosto chiare.
Ora a chiarirsele, e in fretta, dovranno essere i partiti di centrodestra a cui il milanese difficilmente perdonerà la scelta di un candidato sbagliato. E Milano consegnata di nuovo alle ideologie rosso-verdi e arcobaleno.