Linea interrotta per il servizio non voluto

Nel mese di luglio, la mia cliente Fernanda Falaschetti ha ricevuto sulla sua utenza telefonica domestica una telefonata da parte di una operatrice di Tele2 Italia che le chiedeva, esprimendosi con termini tecnici e molto velocemente, se fosse interessata a conoscere le offerte di servizi. La signora riusciva solo a capire l’invito a digitare il tasto 6 del proprio telefono, e si trovava così in collegamento con un operatore che esordiva con la seguente frase: «Che vuole?». Risposta della signora: «Che vuole lei. Siete voi che mi avete contattato, in ogni caso non mi interessano le vostre offerte». Il 12 settembre, la signora si vedeva recapitare una lettera (posta ordinaria) di Tele2 contenente una bolletta di 30,84 euro relativa ad asserito traffico telefonico effettuato dal 26 luglio al 6 settembre, con indicazione 28 settembre come termine ultimo per il pagamento. Preso contatto con Tele2 al numero verde il 16 settembre, un operatore, alle comprensibili rimostranze della signora, rispondeva con tono minaccioso che se essa non avesse provveduto a pagare il dovuto, Tele 2 avrebbe sospeso il servizio. Ma appena cessata la telefonata, la mia cliente - cliente Telecom - si accorgeva che il proprio apparecchio risultava isolato. Preso allora contatto con Telecom, un operatore le riferiva che tali episodi «erano già successi» e la invitava ad avviare la procedura di riattivazione della linea. Invitata a fare una verifica, la signora Falaschetti componeva il prefisso 1033, attraverso il quale si accede a Tele 2, ed effettivamente riusciva a ottenere la connessione (prova che l’interruzione era chiaramente addebitabile a Tele 2). La signora si è quindi rivolta a me per farsi tutelare nelle sedi legali opportune. Da qui, la presentazione da parte mia di un esposto alla procura della repubblica di Genova e la segnalazione all’Authority delle Comunicazioni, che ha causato gravi disagi alla mia cliente.

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