Carpi, un viaggio tra arte, leggende e misteri

Immersa nella pianura modenese ecco brillare Carpi, con il suo incommensurabile bagaglio storico, artistico e culturale, è assolutamente da non perdere

Carpi, un viaggio tra arte, leggende e misteri

A pochi chilometri da Modena sorge l'elegante Carpi, ben più nota in dialetto locale come Chèrp, seconda solo al capoluogo per il numero di abitanti di oltre 72mila unità. Immersa nel clima della pianura Padana vanta un passato antico, con tracce che giungono sin dalla preistoria, ma anche un percorso storico ricco e affascinante, ben rappresentato dalle bellezze artistiche e architettoniche che, ancora oggi, ne impreziosiscono la realtà urbana. Alla sua nascita e alla sua storia sono legate alcune vicende importanti ma anche tante leggende. Scopriamole insieme.

Carpi, un salto nel passato

L'origine del nome di Carpi è ancora argomento di discussione, tra chi sostiene derivi dalla tipologia di boschi di carpino molto presenti nell'antichità, e chi la lega alla figura del re dei longobardi, Astolfo, che decise di fondarla dopo aver ritrovato il suo falcone, proprio tra gli alberi di carpino. Infine in molti sostengono sia frutto di un massiccio esodo di persone dai Balcani, teoria mai confermata. Una cosa è certa: della bella Carpi si ha traccia sin dalla preistoria e divenne in seguito un vitale borgo medievale. A conferirle nuovo lustro ci pensò la signoria di Carpi, divenendo successivamente contea dei Pio e poi feudo degli Estensi.

Il passaggio è tangibile, viste le innumerevoli costruzioni ed espressioni artistiche giunte fino a noi, ma anche onorificenze. Durante la seconda guerra mondiale, nella frazione di Fossoli venne creato un campo di prigionia e concentramento, luogo di sofferenza e deportazione verso i campi di sterminio in Germania. La stessa Carpi, durante la Liberazione, divenne terreno di scontro e morte per molti partigiani e cittadini che si opposero ai fascisti. Per questo motivo è stata insignita della medaglia d'oro al merito civile e della medaglia d'argento al valor militare.

Carpi, un passeggiata nell'arte e nella storia

Carpi vanta innumerevoli luoghi di interesse artistico e civile. Come il castello di Pio, collocato al centro della città a lato della piazza principale, composto da più edifici nati in momenti storici diversi, dal medioevo fino al dopo rinascimento. Al piano terra dello stabile è presente il Museo Monumento al Deportato, incentrato sul periodo storico delle deportazione e dei campi di concentramento nazista. Mentre a protezione della piazza si erge elegante la Basilica cattedrale di Santa Maria Assunta, in stile romanico rinascimentale e duomo di Carpi dal 1979 che fu duramente colpita durante il terremoto del 2012 e venne riaperta al pubblico nel 2017. Ed è proprio da questo luogo, piazza dei Martiri, la terza piazza più grande d’Italia, che si sviluppa un lungo portico laterale (Portico Lungo) costituito da 53 colonne con 52 arcate rinascimentali. Del resto Carpi è nota anche per i suoi portici, come il Portico del Grano e di San Nicolò. Un altro monumento molto amato è La Sagra, ovvero la Chiesa di Santa Maria in Castello in piazzale Re Astolfo. Di antica epoca longobarda, in seguito, è stata rimodernata con affreschi, marmi come la stessa facciata realizzata nel rinascimento da Baldassarre Peruzzi. Ma Carpi è ricca di edifici religiosi di grande pregio, di strutture civili e architetture intriganti, mentre le antiche mura sono state abbattute e sostituite da viali di scorrimento.

Economia moderna, enogastronomia e leggende

Negli anni a Carpi si è sviluppato un ricco e fiorente polo dedicato al tessile, ancora oggi operativo con i suoi innumerevoli spacci aziendali. Ma la zona è molto nota anche per le prelibatezze culinarie, tipiche dell'Emilia Romagna e della pianura: tra i suoi piatti tipici è possibile degustare il Parmigiano-Reggiano DOP, la Mostarda “fina” di Carpi, il Lambrusco, la pera IGT, lo zampone, il cotechino, il prosciutto di Modena e una serie di paste ripiene fatte a mano, dal sapore indimenticabile. Il podio se lo aggiudica l'Aceto Balsamico DOP dal classico saporo agro e dolce, prodotto dalla lavorazione delle uve locali attraverso un lungo processo di acetificazione e invecchiamento. A riguardo è interessante visitare anche l'Acetaia Comunale con sede nel sottotetto di Palazzo Scacchetti, residenza municipale, costituita da 3 batterie di botticelle pregiate, denominate Maria Beatrice, Caterina e Adelaide, e da 2 botti madre. L'aceto che ne deriva è assolutamente di pregio e viene spesso donato a ospiti illustri.

Ma Carpi non è solo arte e cultura alimentare, perché la sua storia è ricca di leggende e misteri, la più famosa è quella di Re Astolfo, già citato in precedenza. Il regnante era solito cacciare con il suo fidato falco, che spesso lanciava all'inseguimento delle prede. Ma durante una di queste battute l'animale non fece ritorno e così, Re Astolfo, fece un voto, avrebbe costruito una città e una chiesa dedicata alla Madonna nel luogo dell'eventuale ritrovamento. Il falco venne intercettato sul ramo di un grande albero di carpino e ciò portò alla fondazione della città.

Un’altra magica leggenda è legata a Carpi e in particolare alla misteriosa figura di una dama che si vocifera si chiamasse Bianca, di casa al castello dei Pio a Carpi e moglie di uno dei signori. Il marito era una figura crudele e rude, che vessava la povera donna tanto da farla uccidere gettandola da una finestra del castello. Ma la dama Bianca, prima di precipitare, riuscì a lanciare una maledizione: chi l'avesse rivista aggirarsi in camice bianco sarebbe morto dopo tre giorni, tra atroci sofferenze. E così fu. L'uomo rivide il fantasma della moglie e morì soffrendo in modo straziante. La dama, ancora oggi, pare appaia aggirandosi tra le stanze del castello.

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