Fabbriche di Careggine, la città fantasma sul lago di Vagli

Fabbriche di Careggine è un paese fantasma con una storia peculiare: di tanto in tanto, quando il lago artificiale viene svuotato, può essere visitato e su esso aleggia una leggenda

Fabbriche di Careggine, la città fantasma sul lago di Vagli

Fabbriche di Careggine in provincia di Lucca è una città medievale sommersa dalle acque. Ciò che resta dall’antico borgo si trova infatti all’interno del lago artificiale di Vagli. Si tratta quindi di una città fantasma, i cui monumenti più alti sbucano dalla superficie del bacino. Ma una volta ogni tanto, quando viene tolta l’acqua per i lavori di manutenzione, il paese può essere visitato.

Tra le bellezze architettoniche del luogo c’è un ponte a tre arcate situate lungo la via Vandelli, creata per collegare anticamente Modena e Massa. Inoltre sempre parzialmente visibile è il campanile della chiesa romanica di San Teodoro: la chiesa è a navata unica con intonaci che affrescano una volta a botte, sottolineata da una cupola, anche questa semivisibile.

La storia di Fabbrica di Careggine

Il borgo nacque in epoca bassomedievale, intorno al XIII secolo. I primi abitanti erano dei fabbri che si erano trasferiti in questo luogo dal Bresciano. Nel XVIII secolo il progresso portò a Fabbriche di Carreggine un mulino e con esso ricchezza e prosperità. Ma l’entusiasmo non durò per sempre, perché in epoca preunitaria e poi con l’Unità d’Italia il paese dovette abbandonare la sua vocazione per i metalli in favore di agricoltura e pastorizia.

Tuttavia all’inizio del Secolo Breve la costruzione di una centrale idroelettrica sul torrente Edron cambiò completamente il destino del borgo. Così tra il 1947 e il 1953 si rese necessaria la realizzazione di un’alta diga, che portò alla conseguente e controllata sommersione del paese, in cui all’epoca vivevano solo 146 abitanti. I residenti furono fatti trasferire a Vagli Sotto, un vero e proprio paese completamente nuovo, costruito ad hoc sulla falsariga del borgo che gli abitanti erano stati costretti ad abbandonare.

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Quando riemergerà Fabbriche di Careggine

Nel 2023 si ritiene che si potrà visitare per un breve periodo Fabbriche di Careggine, quando cioè il bacino sarà nuovamente svuotato per i lavori di manutenzione della diga. Dal momento della sua sommersione, è stato svuotato per quattro volte, l’ultima nel 1994. Era stato previsto uno svuotamento nel 2021 ma è stato rimandato a causa della pandemia.

Quando l’acqua lascerà questi luoghi, potranno essere ammirati in tutta la loro bellezza gli edifici del borgo medievale, che nonostante l’erosione legata all’azione fisica dell’acqua, sono ancora rimasti sostanzialmente integri. Al momento, quel poco che spunta a filo d’acqua, può essere scorto dal ponte sospeso inaugurato nel 2016 e intitolato ai due marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre.

La leggenda del lago di Vagli

Secondo una leggenda, il 13 di ogni mese, le campane suonano a disperso nonostante il paese sia completamente invaso dalle acque. A suonarle è il fantasma di Teodora, una donna crudele che nel borgo antico tutti credevano che fosse una strega.

In una notte di santa Lucia, il marito di Teodora uscì a fare legna, ma nel bosco scese il gelo del vicino solstizio d’inverno, e tutto si coprì di ghiaccio. Si coprì di ghiaccio anche il sentiero, e il marito di Teodora scivolò, rompendosi una gamba. La donna, non vedendolo tornare a casa, non diede l’allarme e non chiese di far suonare le campane per cercare il disperso: così il marito morì assiderato nella notte.

Solo il giorno dopo Teodora chiese aiuto, ma mentì: disse che il marito era scomparso il giorno stesso. Quando i soccorritori lo trovarono, scoprirono che era morto assiderato e quindi tutto era accaduto la notte precedente. Teodora divenne invisa alla città, emarginata come non lo era stata mai.

Quando giunse l’avviso che tutti si sarebbero dovuti spostare a Vagli Sotto, lasciando Fabbriche di Careggine, Teodora credette che la stessero prendendo in giro e rimase nella cantina della sua casa, mentre l’acqua del bacino saliva. Tutti pensavano che la donne fosse annegata, tuttavia quando il bacino fu svuotato per la prima volta, non venne trovato nessun corpo. Eppure c’è chi immagina che le campane - che sbucano appena dall’acqua - suonino e che sia proprio Teodora a suonarle, condannata per espiare il peccato di aver lasciato morire il marito.

La foto in evidenza di Fabbriche di Careggine è di Nimue via Wikipedia

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