Viti a piede franco: ecco come si coltiva l'uva in Sardegna

Le viti a piede franco sono un patrimonio della Sardegna, un'occasione imperdibile per gli amanti del vino e dell'isola sarda

Viti a piede franco: ecco come si coltiva l'uva in Sardegna

Un bicchiere di vino, magari in piacevole compagnia e con le onde del mare che si infrangono poco lontano le viti. Un quadro idilliaco che contribuisce a rendere la Sardegna uno dei luoghi più belli del mondo. Una regione abitata da un popolo orgoglioso e resiliente, che ha saputo resistere nel tempo alle avversità di un ambiente non sempre facile.

Uomini e donne che conservano uno spirito meravigliosamente fiero e aperto verso gli altri. Che accolgono i visitatori offrendo loro posti meravigliosi e un patrimonio enogastronomico che non teme confronti. Ai molti piatti tipici presenti sulle tavole sarde si affianca la viticoltura, che in diversi casi rappresenta oggi un'eredità antica da tutelare e valorizzare.

Viti a piede franco: la forza dell'uva di Sardegna



Assaggiare l'uva e i vini sardi può trasformarsi in alcuni casi in un'esperienza magica, un vero e proprio tuffo nel passato. Per comprendere le sfumature di questo passaggio occorre tornare indietro nel tempo di oltre un secolo. Fino agli anni a cavallo tra l'800 e il '900.

In quel periodo avvenne un evento che ha rischiato di spazzare via per sempre l'intera viticoltura europea. Dal Nordamerica si è insinuata nel Vecchio Continente la filossera, un parassita che ha attaccato duramente le viti coltivate in Europa. A lungo si è temuto per la sparizione del patrimonio viticolo europeo, tanto da richiedere soluzioni drastiche per arginare il fenomeno.

Le piante europee sono state innestate con le radici delle cugine americane, più resistenti al parassita. In questo modo si è riusciti a salvare le coltivazioni del Vecchio Continente, pagando però un costo in termini di eredità viticola. Occorre aggiungere in questo caso che la durata media di queste piante è di circa 25 anni, particolare non di poco conto in rapporto alle normali non innestate.

Pur nel pieno di un attacco drammatico come quello che ha sconvolto i viticoltori europei, alcune piante italiane sono riuscite a opporsi all'avanzata del "nemico". Questo è quanto accaduto a diversi vitigni sardi, che grazie a un terreno particolarmente sabbioso sono riusciti a resistere senza necessità di procedere a innesti.

Proprio la capacità di questi vitigni di affondare le proprie radici in un terreno difficile sabbioso si è rivelata un'incredibile fonte di forza. Quel terreno difficile che ha protetto l'uva sarda e permesso a molte cantine di porta avanti senza interruzioni la propria tradizione viticola millenaria. Grazie alla quale i viticoltori dell'isola sono riuscite a coltivare i vitigni nonostante avversità quali terreni tutt'altro che favorevoli, caldo e siccità.

Le piante sarde che hanno saputo resistere, così come ad esempio alcune coltivazioni siciliane o venete, all'aggressione della filottera sono state definite da quel momento viti a piede franco. Il riferimento è dovuto al fatto che hanno mantenuto i loro "piedi" (le radici) e non sono state soggette a innesto con le piante d'Oltreoceano.

Vini sardi da coltivazioni a piede franco e dove trovarli



Ormai la grande distribuzione riesce a portare merci e servizi ovunque nel mondo. Seppure in tempi di globalizzazione, quale esperienza migliore che recarsi direttamente in Sardegna alla scoperta dei vini a piede franco? Quel bicchiere di vino avrà sicuramente tutt'altro gusto e intensità se con il fragore delle onde poco lontano e qualche piatto tipico della tradizione sarda.

Scoprendo quelli che sono i territori nei quali il "piede franco" è più presente non possiamo non citare la zona di Sant'Antioco. Quest'isola meravigliosa è situata nella parte a sud-ovest della Sardegna, nel Sulcis-Iglesiente, ed è collegata al resto della provincia del Sud Sardegna soltanto da una sottile striscia di terra.

Da non sottovalutare anche altre zone del Sulcis, le aree della Gallura e dell'Ogliastra, mentre tra le tipologie di vino una nota particolare la meritano Vermentino, Cannonau e il Carignano del Sulcis. Perché allora non regalarsi un percorso enogastronomico in una delle cantine che ancora coltivano le antiche viti sarde a piede franco?

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