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L'Italia è uscita dagli anni bui di Conte

Oggi Meloni rappresenta invece un'Italia che ha recuperato piena dignità e orgoglio rispetto al mondo e che in Europa pesa più della Francia e almeno quanto la Germania

L'Italia è uscita dagli anni bui di Conte
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Uno dei libri di storia migliori di Indro Montanelli a firma congiunta con Roberto Gervaso era "L'Italia dei secoli bui".

Col presentismo dominante oggi abbiamo un po' dimenticato che quella della scorsa legislatura, almeno fino al governo Draghi e anche negli anni precedenti, è stata un po', grazie al dominio di 5 Stelle, l'Italia degli anni bui.

Si potrebbero citare vari aspetti. Nei prossimi giorni ad esempio l'Italia si presenterà al meglio agli occhi del mondo con le olimpiadi Milano-Cortina. Per non poca parte grazie alla resilienza dell'Italia di Meloni e al coraggio di uomini come Giovanni Malagò dopo la vergogna della Roma a 5 Stelle, in cui Raggi e Grillo e tutti i 5 Stelle dal 2017 posero un veto alla candidatura di Roma alle olimpiadi.

Anni bui sono stati ovviamente anche quelli della pandemia, governata da Giuseppe Conte (nella foto) e l'italietta dei 5 Stelle non è stato certo un modello per l'Europa. E finalmente si sta scoperchiando ancor più il vaso di Pandora della gestione opaca e para-intrallazzina che ha caratterizzato molti aspetti della governance effettiva della pandemia.

Quanto poi ai riferimenti internazionali, il riferimento fondamentale dei 5 Stelle e dell'erede del Conte Sforza come ministro degli esteri Luigi Di Maio era la Cina. Eravamo intruppati addirittura nella via della seta.

Oggi Meloni rappresenta invece un'Italia che ha recuperato piena dignità e orgoglio rispetto al mondo e che in Europa pesa più della Francia e almeno quanto la Germania.

Un'Italia che nei momenti difficili visto anche l'effetto di certe mosse di Trump, contribuisce però a mantenere il filo del rapporto transatlantico da altri messo in discussione. Anche aspetti apparentemente minori sul piano politico evidenziano il nuovo ruolo acquisito dall'Italia in Europa e nel mondo.

Come ad esempio le olimpiadi Milano-Cortina che si inaugureranno nei prossimi giorni ponendo l'Italia sul palcoscenico di fronte al mondo. Come in questi giorni la candidatura forte sostenuta dalla presidente Meloni dell'Italia e di Roma come sede dell'Agenzia Europea delle Dogane.

Soprattutto rispetto all'Italia di Conte e Di Maio intruppati all'ultimo posto nella complessa e pericolosa via della seta cinese, l'Italia di Meloni conduce con successo a rapporti e progetti internazionali a tutto campo. Dal piano Mattei per l'Africa ad una accorta e attiva politica estera (condotta anche grazie all'ottimo apporto del Ministro degli Esteri Tajani) che spazia, oltre ai rapporti tradizionali, fino a relazioni rafforzate con paesi come il Giappone, con l'India, con alcuni dei più economicamente vitali paesi arabi e altri.

I giornali di questi giorni invece evidenziano gli effetti delle relazioni economiche internazionali dell'Italia di Conte, i rapporti molto opachi con la Cina per quanto riguarda l'acquisizione delle mascherine del Covid, con i rischi di fenomeni di corruzione su cui sta indagando anche l'apposita commissione d'inchiesta.

Per fortuna quindi che, rispetto all'italietta di Conte

e Di Maio, è tornata "un'altra Italia" che siede ed opera con autorevolezza nei più importanti consessi internazionali, riesce a rispondere ai vincoli posti dal rischio della "daziomachia" in modo proattivo e resiliente.

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