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IL TRAGITTO

A Livigno cabinovia per unire i versanti. Così 120 km di piste

Fontana: "È uno dei progetti segnalati dal territorio, eredità dell'Olimpiade"

A Livigno cabinovia per unire i versanti. Così 120 km di piste

Un unico grande comprensorio di livello internazionale per un totale di quasi 120 chilometri di piste senza mai togliere gli sci dai piedi. Tra le eredità delle Olimpiadi di Milano-Cortina per la Valtellina, c'è anche la nuova cabinovia che unirà i due versanti di Livigno, il Mottolino e il Carosello 3000. Un collegamento che, secondo le stime, contribuirà a diminuire il traffico automobilistico del 23 per cento. Oggi, infatti, per passare da un versante all'altro è necessario spostarsi in macchina.

"Tutti i finanziamenti messi a disposizione per Livigno sono partiti da segnalazioni del territorio" sottolinea il governatore della Regione Lombardia Attilio Fontana. Il collegamento, aggiunge anche l'assessore alla Montagna e agli Enti locali, il valtellinese Massimo Sertori, era un "sogno che fino a qualche anno fa sembrava inarrivabile". Il costo del progetto è di circa 50 milioni, sostenuti dal governo, dalla Regione e anche dal Comune di Livigno che ci ha lavorato con il sindaco Remo Galli. L'appalto è già stato assegnato ed è in carico a Simico, con l'inizio dei lavori previsto a primavera per completare l'opera un anno dopo: "L'obiettivo - sottolinea Sertori - è arrivare in tempo per le Olimpiadi giovanili Dolomiti-Valtellina che avremo nel 2028". Un impianto che potrà trasportare 2mila persone ogni ora, una rivoluzione per gli amanti dello sci, andando a unire il versante del Mottolino, famoso per il freestyle e le piste tecniche, al Carosello, amato per i suoi tracciati ampi e soleggiati. E che ovviamente potrà essere sfruttato anche in estate per i suggestivi percorsi in bici.

Livigno che ha già conquistato il mondo durante i Giochi per i suoi paesaggi e per la sua capacità di accoglienza, anche grazie agli sforzi degli imprenditori locali per riqualificare gli spazi termali e gli hotel, con questo collegamento "potrà diventare una delle località sciistiche più importanti dell'arco alpino" aggiunge Sertori che negli occhi ha ancora le grandi imprese olimpiche sulle montagne della Valtellina. A partire dalla storica doppietta azzurra nello ski cross a Livigno, con l'oro di Simone Deromedis e l'argento di Federico Tomasoni e le medaglie di Michela Moioli e Lorenzo Sommariva nello snowboard e di Flora Tabanelli nello sci acrobatico. A lasciare tutti a bocca aperta ci ha pensato poi la cinese Eileen Gu, la "regina delle nevi" che studia fisica quantistica e che, con le sue tre medaglie nello sci freestyle, ha contribuito a portare l'attenzione del mondo sugli impianti di Livigno.

Emozioni vissute anche a Bormio, sulla leggendaria pista Stelvio, con l'argento di Giovanni Franzoni e il bronzo di Dominik Paris nello sci alpino e con la prima e storica medaglia d'oro vinta dal Brasile e dal Sud America ai Giochi invernali con Lucas Pinheiro Braathen nello slalom gigante maschile. "Dopo le Olimpiadi credo che per Bormio sia legittimo ambire a ospitare anche i mondiali di sci" commenta Sertori che individua un nuovo traguardo su cui lavorare, visto che i campionati mondiali, a Bormio mancano ormai dal 2005. L'onda lunga delle Olimpiadi non va dispersa, specie ora che il mondo ha scoperto le bellezze della Valtellina e i suoi prodotti, dai formaggi locali raccontati dalle testate internazionali ai pizzoccheri esaltati dal New York Times: "Con i Giochi abbiamo avuto tanti arrivi dall'America, dall'Australia e dal Canada, Paesi da cui prima non c'era un grande flusso verso la Valtellina. Oggi siamo convinti di aver aperto nuovi mercati - conclude Sertori - Quello che dobbiamo fare adesso, è continuare a lavorare sulla qualità".

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