Un parassita "alieno", assai prolifico, sta infestando alberi e cespugli in maniera sempre più estesa, è la Takahashia Japonica detta anche "cocciniglia cotonosa". Si nutre di linfa e, se non la si ferma, stagione dopo stagione, rinsecchisce la pianta ospite fino a ucciderla. Fra le sue preferite ci sono: aceri, platani, gelsi, albizie, carpini, liquidambar e bagolari. Sono alberi presenti in ogni parco cittadino, in ogni zona. Le uova del parassita orientale si presentano come anelli bianchi, uno in fila all'altro, aderenti alle fronde. Una volta dischiuse le uova, gli insetti sprovvisti di ali, camminano sull'albero per nutrirsi della linfa. Cosa si fa per eliminarla? La risposta non è semplice.
"A Bosco in città e nella parte del Parco delle cave di nostra competenza ce ne siamo accorti per la prima volta cinque o sei anni fa - ha riferito l'agronomo Gianluca Vargiu, direttore del Centro Forestazione urbana di Italia Nostra - All'inizio la cocciniglia era poco estesa, l'anno scorso avrà infestato quattro o cinque alberi, non di più. Abbiamo reciso i rami e proceduto alla schiacciatura manuale delle uova. Quest'anno, l'infestazione è stata più estesa, prima delle fioriture abbiamo rimosso i rami". In città le segnalazioni dei cittadini sono migliaia. "Via Domodossola aveva i filari ricoperti di uova bianche nella primavera del 2025, abbiamo segnalato più volte ma non è stato fatto nulla. Oggi quelle piante sono secche e qualcuna di queste è stata abbattuta nei giorni scorsi" riferiscono i residenti. Al parco Ravizza la cocciniglia ha intaccato perfino i bagolari, le piante secolari ad alto fusto che garantiscono ombra e fresco; sempre al Ravizza aceri e magnoglie hanno le fronde completamente rinsecchite. Identica la situazione al parco Delle Memorie Industriali, più a sud. E Deborah Dell'Acqua, vice coordinatore di Fratelli d'Italia ha testimoniato con fotografie l'infestazione del verde di City Life: "La situazione richiede interventi rapidi; il patrimonio arboreo deve essere tutelato con manutenzioni adeguate, chiediamo all'assessorato quali interventi sono stati fatti". Preoccupato anche il consigliere di Forza Italia, Alessandro De Chirico: "Sto ricevendo centinaia di segnalazioni, i milanesi sono preoccupati. Questa amministrazione non pare in grado di contrastare la diffusione dell'insetto". La Regione può decidere interventi solo sulle specie indicate dall'Unione europea, quelle da quarantena. E la Japonica non è - ancora - fra queste. Fornisce però indicazioni su come i gestori del Verde dovrebbero contrastare "le forme giovanili dell'insetto".
Dunque a Milano? Sembra che nessuno abbia controllato la salute delle piante. Smentisce l'impressione l'assessore al Verde Elena Grandi: "Stiamo monitorando l'evoluzione da un paio d'anni, si tratta di una specie nuova perciò stiamo valutando quale sia l'intervento migliore. Non abbiamo un giardino da amministrare ma una città con 500mila alberi e non possiamo metterci a potare i rami. Da quest'anno (abbiamo iniziato due settimane fa) abbiamo optato per le iniezioni di un insetticida nel fusto, l'acetamiprid, scegliendo le zone più colpite di tutti i municipi. Avevamo fatto un intervento anche l'anno scorso. Sembra che l'infestazione sia cresciuta, e lo è di fatto, ma se non avessimo fatto nulla sarebbe ancora peggio. Stiamo valutando di intervenire a breve liberando insetti antagonisti, un tipo di coccinella".
Nel frattempo si è capito che il parassita si diffonde con il vento e può uccidere la pianta, svuotandola lentamente della sua linfa vitale. "È una specie che in Giappone non desta particolari allarmi - ha ragionato Gianluca Vergiu - probabilmente perchè vi sono predatori naturali o situazioni climatiche ne contengono la diffusione".