Lombardia al primo posto in Italia nello sviluppo delle biotecnologie

È stato presentato a Milano il rapporto «Biotecnologie in Italia 2013», realizzato da Assobiotec in collaborazione con Farmindustria. Analizza i dati del settore nelle sue varie aree applicative e il suo andamento. «Le biotecnologie rappresentano un settore di fondamentale importanza per assicurare crescita economica, occupazione qualificata, qualità della vita e benessere per il nostro Paese. Essendo un settore anti-ciclico che interessa innumerevoli aree di applicazione, fornisce inoltre un modello industriale di sviluppo competitivo e sostenibile», ha commentato Alessandro Sidoli, presidente di Assobiotec, l'Associazione per lo sviluppo delle biotecnologie.
«Servono ora politiche centrali forti a sostegno delle biotecnologie italiane per potenziare un comparto che, a livello mondiale vale tra lo 0,4% e lo 1,1% del PIL». Il Red Biotech, grazie alla ricerca di farmaci innovativi, rappresenta un'opportunità economica per il Paese ma anche e, soprattutto, l'unica speranza di trattamento di molti pazienti affetti da patologie rilevanti e diffuse (quali ad esempio l'oncologia, la neurologia e le malattie infettive) nonché una delle principali risposte alle malattie rare. L'impegno delle aziende italiane e multinazionali ha permesso in un anno una crescita della pipeline di ricerca del 12,5% .«Competitivo, altamente tecnologico e innovativo, così viene presentato il settore del farmaco biotech nel Rapporto 2013, con le sue 175 imprese che hanno investito 1.410 milioni e occupano 4.846 addetti in R&S. Valori importanti – afferma Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria – per una realtà radicata nel territorio con la Lombardia al primo posto per numero di imprese biotech (70), seguita da Lazio (23)».

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