Londra, il governo è già nei guai

Dopo i sorrisi e l’idillio d’amore tra i due leader della nuova coalizione di governo, David Cameron e Nick Clegg, per l’esecutivo arrivano i primi guai.
A quattro giorni dalla nascita dell’esecutivo, quattro pesi massimi laburisti e quel che più conta, alcuni parlamentari conservatori hanno infatti espresso pesanti dubbi riguardo alla proposta d’introdurre legislature a tempo «determinato» della durata di cinque anni - e fin qui tutti d’accordo - che possano essere interrotte solamente da un voto di sfiducia presentato da almeno il 55% dei deputati dei Comuni. E non il 50% più uno, come vuole la regola del «no confidence vote».
«Questa trovata forse è un po’ troppo spregiudicata per la nostra costituzione non scritta», ha detto il Tory Charles Walker. «In Gran Bretagna - sostiene - abbiamo un sistema quasi semi-presidenziale privo di controbilanciamenti. Quest’innovazione rappresenta una perdita enorme nel sistema dei controlli». Musica per le orecchie dei laburisti sconfitti alle urne e già proiettati verso una dura opposizione a Westmister. Jack Straw ha definito «non democratico» il disegno di legge, mentre Lord Adonis, ex ministro dei Trasporti, lo ha giudicato come «un tentativo di alterare la costituzione che mette in dubbio la legittimità del governo sin dal primo giorno».

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