L'ultima della Cgil "Arruolare" la Consulta contro la manovra

Rimane inascoltato l'appello dell'Unione europea di fare in fretta ad approvare la manovra. La Cgil continua a protestare e promette di portare i lavoratori in piazza di nuovo. Non solo. La Camusso cerca l'appoggio della Corte Costituzionale per riuscire a cancellare l'articolo 8

Roma - La Cgil non depone l'ascia. Mentre le agenzie di rating sforbiciano il valore delle economie del Vecchio Continente, il pil dell'Eurozona si assottiglia all'ingiù e la speculazione morde le principali piazze finanziarie mondiale, in Italia rimane un sindacato che va avanti, a tessa bassa, a pungolare il governo al fine di ritardare l'approvazione della manovra economica (più volte benedetta dall'Unione europea) bloccando il Paese con scioperi generali e manifestazioni di piazza e rivolgendosi alla Corte Costituzionale per invalidare le misure contenute nel pacchetto economico. Stessa strategia che vuole adottare anche il governatore pugliese Nichi Vendola. Insomma, l'ultima spiaggia rimasta alla sinistra pur di fermare il governo è rivolgersi ai giudici.

Puntando il dito contro l'amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne, che ha ringraziato il governo per l’articolo 8 della manovra, Susanna Camusso assicura che la Cgil farà ricorso alla Corte Costituzionale. "Ho sentito un amministratore delegato che ha ringraziato il governo per questa norma - ha dichiarato il leader della Cgil al presidio della confederazione di corso d’Italia al Pantheon - dico al governo che si fa ringraziare da uno che l’unica cosa che ha fatto è chiudere due stabilimenti (Termini Imerese e Irisbus, ndr). Un governo che ha a cuore il paese deve domandare a quell’azienda come garantisce produzione e occupazione". Anche Vendola ha fatto sapere di volersi rivolgere alla Corte costituzionale contro tutti gli "aspetti di dubbia costituzionalità" della legge di bilancio.

La battaglia della Camusso non si sfolgerà soltanto in tribunale, ma punterà a portare in piazza il maggior numero di lavoratori. "La partita non è finita e non finisce - minaccia la Camusso - nessuno si illuda: la Cgil non si rassegna e sarà ogni giorno nei territori e nei prossimi mesi in piazza". "La nostra mobilitazione continuerà - ha proseguito - il paese può farcela, può avere una manovra diversa. E, lo dico con franchezza, un governo diverso perchè noi teniamo al nostro futuro". La Camusso ha ribadito che la manovra ha effetti "insostenibili" per il paese e un carattere "depressivo". Il leader di corso d’Italia ha, quindi, sottolineato che "il debito mangia anche l’effetto manovra". Quella all’esame della Camera è, per la Camusso, "l’ennesima manovra senza politiche per la crescita che produrrà una nuova manovra". Secondo il numero uno della Cgil ci sarebbero cose che vanno cancellate, a partire dall’articolo 8. E, per riuscirci, c'è appunto bisogno dell'aiuto della Corte Costituzionale.