L'umanità disperata degli Apostoli di scena per il «RomaTeatroFestival»

La rassegna-vetrina per attor giovani si concluderà il prossimo 12 giugno. In gara Accademie e Scuole teatrali di tutta Europa. Domani sera, al Grande Eliseo, un lavoro che presenta per la prima volta la Passione di Cristo vissuta emotivamente dai suoi seguaci

Prossimo ormai alle battute finali, il «Romateatrofestival» presenta domani sera alle 21 uno dei lavori più interessanti della rassegna: «Apostoli - Tutto è compiuto».
La manifestazione, giunta all'ottava edizione, si pone come qualificatissima vetrina per artisti giovani. Gli eventi in cartellone vengono selezionati da una commissione specializzata, che si prefigge l'obiettivo di creare un dialogo tra tradizione e sperimentazione teatrale, promuovendo realtà innovative e occasioni di confronto. Un tempo si sarebbe parlato, senza troppe ipocrisie, di un vero e proprio certamen tra le più importanti Accademie e Scuole teatrali europee, che alla fine vedrà premiati il miglior spettacolo, la miglior regia, le migliori coreografie, il miglior attore e la migliore attrice, la miglior voce. A chi tra gli allievi si sarà distinto per intensità, grinta e carica interpretativa toccherà inoltre lo speciale premio intitolato a Sofia Amendolea, attrice e insegnante scomparsa prematuramente.
Di scena al Grande Eliseo sarà così, domani alle 21, una stimolante prima internazionale dal titolo «Apostoli - Tutto è compiuto», per la regia di Fabio Omodei. Si tratta di un testo scritto a quattro mani da Fabio Omodei e Lina Bracaglia, nel quale si racconta per la prima volta - e con una certa audacia - il martirio di Cristo vissuto fisicamente ed emotivamente dai suoi Apostoli.
La narrazione, forte e ricca di immagini, punta a mettere in risalto la «quotidianità» del divino, tanto da poter sembrare persino irriverente (ma mai blasfema) in alcuni passaggi. Gli apostoli vengono immaginati con le loro emozioni di 2000 anni fa, che finiscono per imporre allo spettatore. Magistralmente interpretatati da Paolo Alessandri, Michele Albini e dagli allievi-attori dell'Accademia teatrale di Roma «Sofia Amendolea», i personaggi biblici diventano semplicemente uomini che ci incantano, che amiamo e odiamo ma in cui possiamo sempre immedesimarci.
Per poter mettere a punto lo spettacolo sono stati necessari un lavoro di documentazione lungo poco meno di un lustro, comprensivo di viaggio in Terra Santa e di un'intensa ricerca fisico-emozionale degli attori sui personaggi attraverso il «gioco» delle improvvisazioni. Un lungo viaggio esperienziale, a detta degli attori «un vero è proprio pellegrinaggio inteso come tempo stralciato dalla continuità del tessuto ordinario della propria vita per connettersi al sacro. E all'umano». La produzione è una collaborazione tra «Le Nuvole Teatro» e la compagnia «Legge 180» ( che ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui l'Alto Patrocinio dell'Unesco, tre medaglie della presidenza della Repubblica, il patrocinio del ministero degli Affari Esteri, del Comune di Roma, dell'Ambasciata di Slovenia, dell'Istituto Polacco di Roma e il riconoscimento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali). L'ingresso, gratuito, è prenotabile sul sito «www.apostoli.info» (per gli altri eventi del Festival - al Grande Eliseo, al Teatro Furio Camillo e al Teatro Sala Uno - si può consultare il sito della manifestazione e prenotare su:«prenotazioni@romateatrofestival.com»).
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