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«Macché favorita, però sogno almeno il podio»

Meno di due settimane ai Mondiali di atletica in Corea del Sud, a Daegu, e l’Italia deve evitare gli zero podi di Berlino 2009. Punta azzurra è Simona La Mantia, 28 anni, siciliana a 11 esami dalla laurea in Scienze motorie, ieri in vacanza a Trissina, vicino a Mazara del Vallo. «Un solo giorno e riprendo ad allenarmi – racconta -. Fra una settimana parto, qualche azzurro vola in Asia già venerdì».
Bastano l’argento europeo 2010 a Barcellona e l’oro indoor in primavera per essere la favorita del triplo?
«Assolutamente no, sarà una gara a sé. Il mio personale è 14,69, in stagione mi sono fermata a 14,43, appena la 19ª misura».
Chi è da medaglia?
«La cubana Savigne, campionessa mondiale, la kazaka Rypachova e l’ucraina Saladukha».
Come vede la Di Martino nell’alto?
«Ha superato l’infortunio, saltando due metri in Spagna. Fu l’ultima italiana a conquistare una medaglia iridata, 4 anni fa a Osaka. È in forma, può ripetersi».
Nella 20 chilometri di marcia Elisa Rigaudo ritorna dopo la maternità, a 31 anni.
«In coppa Europa è arrivata terza, è competitiva».
E gli uomini? Howe è infortunato, Schwazer ha rinunciato alla marcia 50 km per la 20.
«Puntiamo su Fabrizio Donato, pure nel triplo. In assenza del francese Thango, può battersi per il podio».
E se nessuno andasse a medaglia? Tanto più pensando ad esempio alle 9 del nuoto a Shanghai?
«Ogni nazionale parte con la voglia di far bene, anche migliorare il personale è positivo. L’atletica ha tanti campioni stranieri, primeggiare è difficile».
Lei si affacciò all’Olimpiade di Atene 2004, chiudendo 17ª; fece tre posizioni meglio al mondiale di Helsinki, nel 2005.
«Poi mi penalizzò uno strappo. Ho saltato le altre due edizioni iridate e Pechino, perciò ora firmerei per il bronzo. L’obiettivo è Londra 2012, con la speranza di reggere per un altro quadriennio».


Con Di Martino è l’orgoglio del Sud?
«Spero dell’Italia. Ma simpatizzo per il Palermo calcio. Le dico però chi era il mio idolo: Fiona May».
Lungo e triplo non sono abbinabili?
«Lo facevo da piccola, ora solo per coprire la gara ai campionati italiani di società».

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