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Ranucci minaccia Gasparri: "Cerca di fermare l'inchiesta". Il senatore: "Nessun post renderà vere le bugie di Report"

Il senatore Gasparri ha interpellato il ministro della Giustizia e quello dello Sviluppo economico perché, dice, "siamo di fronte al rischio di un maxi-dossieraggio"

Ranucci minaccia Gasparri: "Cerca di fermare l'inchiesta". Il senatore: "Nessun post renderà vere le bugie di Report"
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Esiste una lista dei nomi nel cosiddetto "archivio Bellavia", che è stato inserito nel fascicolo aperto dalla procura di Milano e che il Giornale è riuscito ad avere tramite Luca Fazzo. Ci sono magistrati, ci sono politici e ci sono manager di grandi aziende. Si tratta di 36 pagine di nomi uno in fila all'altro che aprono a molti interrogativi ai quali ora serve dare risposte per capire quale fosse lo scopo ultimo.

Questa mattina il senatore Maurizio Gasparri ha dato notizia di aver presentato un'interrogazione al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, chiedendo che venga disposta "un'ispezione riguardante le attività dei magistrati: Cajani, Clerici, Filippini, Polizzi, Moretti, Targetti, Russo, Fontana, Salvini, Bonardi, Perrotti, Taddei, Barbaini, Masini, Ardita, Regolo, Parodi, Spedicato, con i quali ha collaborato Giangaetano Bellavia per molti anni". Secondo Gasparri, infatti, "si è creato un groviglio allucinante di materiali" perché "il dottor Bellavia collaborava con questi magistrati, ma collaborava anche con Report. Bellavia deteneva materiali riservatissimi di numerose procure, che probabilmente poteva mettere a disposizione anche della trasmissione televisiva. Poi adesso arriva questa storia del furto di questi file da parte di una collaboratrice dello studio di Bellavia. Ma, in realtà, siamo di fronte al rischio di un maxi-dossieraggio".

Siamo di fronte, ha aggiunto Gasparri, "a una vicenda gravissima che investe, ancora una volta, la magistratura, i suoi collaboratori, il servizio pubblico televisivo e Report, la cui condotta è inquietante, costellata dalla diffusione di notizie non vere, cosa ben nota a tutti". La richiesta di interrogazione al Guardasigilli si inserisce in questo contesto ma il senatore Gasparri ha avanzato un'interrogazione anche al ministro dello Sviluppo economico Urso, chiedendo "una verifica sugli aspetti di sua competenza" e con la riserva di presentare anche una denuncia presso la magistratura. "Siamo di fronte a uno scandalo grave quanto quello Striano, che non potrà rimanere privo di conseguenze. Vogliamo capire se ci sia una attività di dossieraggio fatta a cavallo tra Procure e televisione", ha concluso Gasparri.

"Il programma Report, con i suoi servizi, ha oramai perso ogni credibilità giornalistica: è un'arma al servizio di una sola parte politica, sistematicamente contro l'altra. Inchieste giornalistiche che non stanno in piedi: zero riscontri giudiziari. Eppure continuano. E allora ci chiediamo: c'è un patto sotterraneo tra Bellavia, procure e il programma televisivo? Va accertato il prima possibile. Noi siamo stati vittime di questo congegno, spiati e infangati senza prove. Speriamo almeno che i nostri nipoti abbiano diritto a sapere la verità sul dossieraggio", si legge in una nota diffusa dai parlamentari della Lega in Vigilanza Rai Giorgio Maria Bergesio, Ingrid Bisa, Stefano Candiani, Elena Maccanti, Clotilde Minasi ed Elena Murelli.

Pronta la replica di Sigfrido Ranucci, tramite i social ha mosso gravi accuse nei confronti del senatore, che secondo lui "con le sue agenzie sta cercando di fermare l'inchiesta di questa sera sulle stragi di mafia. Ma Report andrà in onda regolarmente e manderà in onda gli audio rimasti per circa 20 segreti dove Alberto Lo Cicero, autista del boss Mariano Tullio Troia, parla della presenza di Stefano Delle Chiaie, leader di Avanguardia Nazionale, a Capaci, e di sopralluoghi pochi giorni prima della strage dove è stato posto l'esplosivo". Ma Gasparri non ci sta e ha voluto sottolineare che "nessuna minaccia mi farà tacere e nessun post renderà vere le bugie di Report. Quando la magistratura, vedi Caltanissetta, smentisce le bugie, non conta per gli ipocriti".

Contro Gasparri e in difesa di Ranucci sono scesi in campo anche Avs, il Pd e il M5s. "L’attacco di Gasparri e della Lega alla puntata di Report ha il sapore dell’intimidazione e della censura preventiva. La destra è ossessionata dal lavoro giornalistico d’inchiesta di Report, e cerca di impedire la messa in onda della trasmissione di stasera su una delle pagine più dolorose della storia d’Italia: le stragi degli anni ‘90", si legge in una nota del senatore dell’Alleanza Verdi e Sinistra, Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di palazzo Madama e componente della Vigilanza Rai, quasi le stesse parole che poi il conduttore ha ripreso nel suo comunicato. "Diciamo a Gasparri e ad altri di questa destra che in queste ore hanno messo in piedi una vera e propria censura preventiva ai danni di Report che in questo Paese, ancora, la libertà di informazione è garantita. E aggiungiamo che il giornalismo d'inchiesta non si fa intimidire", è la dichiarazione congiunta dei senatori Pd Walter Verini, capogruppo in Antimafia, ed Enza Rando, responsabile Legalità dem. Stessa nota anche dal M5s: "Alla vigilia di una puntata che evidentemente fa paura, si alza un polverone per delegittimare il lavoro giornalistico, minacciare ispezioni, evocare complotti e dossieraggi senza uno straccio di prova. Anche mettere in mezzo un professionista come Bellavia sembra essere strumentale solo per attaccare la trasmissione che stasera manderà l'inchiesta sulle stragi. La domanda è semplice: di cosa hanno paura?".

Gasparri ha replicato anche a queste accuse: "Ranucci si è andato a lamentare e i compagnucci di merenda intervengono a sua difesa. PD, Bonelli e grillini vari. In primo luogo, diffondendo colloqui investigativi Ranucci, Report e la Rai commettono una illegalità. In secondo luogo, negano una verità affermata dal Procuratore della Repubblica di Caltanissetta, De Luca, in commissione antimafia, dove erano presenti anche esponenti della sinistra che hanno sentito con chiarezza le parole di un magistrato serio, che ha detto che talune 'piste nere'. inventate ed alimentate da certi programmi e dai suoi sodali politici e non, valgono "zero tagliato". E che alcuni collaboratori di giustizia hanno diffuso bugie soltanto per avere un compenso".

E ha aggiunto che "Non ci faremo fermare quindi dalle minacce dei vari esponenti della sinistra ed andremo avanti. De Luca, procuratore di Caltanissetta, dovrà ancora intervenire in Commissione Antimafia e rispondere a delle domande. E lì le verità emergeranno in maniera ancora più nitida.

Non ci saranno Ranucci, grillini , piddini e verdi che potranno impedire che la verità si affermi. Una verità che dobbiamo ad eroi come Falcone e Borsellino, che vanno difesi dalle speculazioni e da urla scomposte che non copriranno la forza della verità".

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