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La denuncia di Torselli (FdI): “Offeso sui social da un magistrato per un post sul referendum: lo querelo”

L'eurodeputato attacca: "Parole gravi da chi rappresenta lo Stato e decide della libertà di altri uomini”

La denuncia di Torselli (FdI): “Offeso sui social da un magistrato per un post sul referendum: lo querelo”
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Insulti, ingiurie, espressioni violente. I social network sono purtroppo pieni di oltraggi, soprattutto se qualcuno si azzarda a prendere posizioni politicamente. Ma gli insulti non sono firmati solo da comuni leoni da tastiera. Secondo quanto denunciato dall'europarlamentare di FdI Francesco Torselli le offese sono arrivate anche da un magistrato.

Andiamo per gradi. In un video pubblicato sui suoi canali social, l'esponente meloniano ha denunciato di aver ricevuto insulti per aver fatto campagna per il Sì al referendum sulla giustizia. Tra i tanti commenti negativi, uno in particolare: "L'altro giorno ho letto questo commento ad un mio post che invitava a votare Sì il referendum: 'A neuroni come siamo messi? Molto male vedo'. Un'offesa sgradevole, cattiva, di pessimo gusto, ma lascio correre. Poi leggo il nome dell'autore: Sebastiano Mignemi. Sapete chi è Sebastiano Mignemi? È il presidente della prima sezione penale della Corte d'Appello di Catania, un magistrato, un uomo che rappresenta lo stato, un uomo che decide della libertà di altri uomini, un uomo che dovrebbe giudicare esclusivamente in base alla legge che offende un parlamentare sui social come un qualsiasi bullo di periferia".

Torselli non ha intenzione di lasciare correre.

"Oggi ho chiesto al mio avvocato di querelare questa persona perché voglio ascoltare un giudice, un magistrato in cui per la mia formazione avrò sempre fiducia a esprimersi in un'aula di tribunale sulla condotta di questo suo collega", l'annuncio del parlamentare europeo in quota FdI, che ha poi concluso il suo intervento con una provocazione: "Intanto però vi faccio una domanda: se un giorno mi trovassi ad affrontare un processo presso la prima sezione penale della corte d’appello di Catania, dovendo essere giudicato da un magistrato che sui social mi offende solo perché mi sono permesso - da parlamentare - di fare campagna elettorale ad un referendum… dovrei sentirmi tranquillo?".

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