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Giustizia, il giro delle sette chiese dei pm per dire no al Referendum

La propaganda dei magistrati rossi contro la riforma della Giustizia del ministro Carlo Nordio corre tra i banchi delle chiese della diocesi di Trani-Molfetta e Andria

Giustizia, il giro delle sette chiese dei pm per dire no al Referendum
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La propaganda dei magistrati rossi contro la riforma della Giustizia del ministro Carlo Nordio corre tra i banchi delle chiese della diocesi di Trani-Molfetta e Andria. Saranno una decina in tutto gli incontri previsti a partire dal prossimo 12 gennaio per finire al 26 febbraio. Un vero e proprio tour organizzato dalla sezione di Trani dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani con il patrocinio della sezione di Trani dell’Associazione Donne Giuriste Italiane, dal Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale, dall’Associazione di Amicizia Politica, della Parrocchia Spirito Santo di Trani e dell’Azione Cattolica Italiana.

“Bisogna prendere atto che alcuni magistrati guidati dal sacro fuoco anti riforma hanno lanciato una vera e propria crociata”, hanno dichiarato in una nota Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera, deputato di Forza Italia e Francesco Paolo Sisto, viceministro della giustizia, senatore di Forza Italia. “Stupisce che le autorità ecclesiastiche, a meno di non essere state tratte in inganno, abbiano consapevolmente dato il loro assenso a questi incontri”, proseguono i due esponenti azzurri, che sottolineano che per quanto vengano presentati in modo neutro, “sono condotti e coordinati da magistrati ed esponenti del "no".

Insomma, "altro che libero arbitrio, se davvero si svolgeranno queste manifestazioni si tratterà di un inganno nei confronti dei cittadini-fedeli. Il tutto all’interno di spazi ecclesiastici, il che rappresenta una “beffa”, perché “lo Stato del Vaticano ha già fatto la sua riforma sulla giustizia: da cinque anni vige una ferrea distinzione e separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente. Ma, si sa, il diavolo fa le pentole ma non i coperchi”, aggiungono i due forzisti.

Presenza fissa di questi appuntamenti saranno Giuseppe Mastropasqua, socio dell'Ugcl Trani, Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Lecce, e Antonio Diella, magistrato e presidente di sezione del Tribunale di Foggia, a cui si aggiungeranno di volta in volta magistrati, giudici per le indagini preliminari e pubblici ministeri operanti nell’area foggiana-tranese-barese. Tra questi anche Renato Nitti, che in passato ha scritto per la rivista di “Magistratura Democratica” e Antonella Cafagna, già presente a un evento di “Area Democratica per la Giustizia”, che discende da “Magistratura Democratica”. Sono tutti professionisti della giustizia che prestano la propria opera sul territorio nel quale si stanno spendendo in una propaganda attiva, contravvenendo al teorico dovere di astensione per ragioni di opportunità.

Inoltre, i saloni parrocchiali avranno dei costi per questi incontri per illuminazione, riscaldamento e gestione e non è attualmente dato sapere se ci sarà un rimborso da parte dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani alle singole entità o se, invece, tutto cadrà sulle spalle della Cei. Gli incontri referendari nei saloni parrocchiali sono la nuova frontiera dell’attivismo politico della magistratura militante italiana, che si sta spendendo enormemente per una campagna contro la riforma di Nordio: dalle stazioni alle chiese, i professionisti della giustizia si affannano per convincere gli italiani a votare affinché nulla cambi. Il “pubblico” cattolico sembra essere da sempre un’audience ambita per i referendum, come dimostra l’appello dell’arcivescovo di Bari-Bitonto, Mons.

Giuseppe Satriano, per il referendum dello scorso giugno, per il quale l’ecclesiastico ha invitato al voto ma, soprattutto, a leggere la realtà “con criteri etici, sapendo aprirsi alle nuove sfide del vivere comune”.

L'Arcidiocesi di Bitonto in quell’occasione preparò anche un opuscolo per “orientarsi nella scelta” in collaborazione con “Fondazione Migrantes”.

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