Scontro a distanza tra ex pm del pool Mani Pulite. Antonio Di Pietro, nel corso del programma di Raitre ReStart condotto da Annalisa Bruchi, rispondendo ad Alfonso Sabella, giudice al tribunale di Roma schierato col fronte del No, replica a distanza anche al suo ex collega Gherardo Colombo, una “persona che - dice - stimo e ammiro”. Colombo, infatti, intervistato da Repubblica, oggi ha sostenuto che con l’Alta Corte disciplinare prevista dalla riforma Nordio il pool di Mani Pulite sarebbe stato fermato prima. Di Pietro, a tale affermazione, risponde con due osservazioni. Colombo, secondo l’ex leader di Italia dei Valori, “dice due cose: primo, che è vero che ci hanno fermato”, ma in secondo luogo “non dice chi ci ha fermato”. Secondo Di Pietro, infatti, “il problema di fondo - non so se Gerardo non ricorda o vuole non ricordare- è l'inchiesta Mani Pulite è la figlia di un'altra inchiesta”, dice riferendosi all’inchiesta Mafia-Appalti.
"Quella Inchiesta e l'inchiesta Mani Pulite sono state fermate entrambe da magistrati: a Palermo ammazzando chi se ne doveva occupare, a Milano delegittimando chi se ne doveva occupare”, ha detto senza esitazioni. E, poi, ha aggiunto: “Quindi questa idea che la politica ferma la giustizia e ha fermato Mani Pulite, a mio avviso, per come l'ho vissuta io, non è vera”, sentenzia ribadendo che a fermarli sono stati i magistrati. “Ha capito o no?”, chiede rivolgendosi alla conduttrice.” Questo è delicato, questo è importante. Lo so che è una cosa grande, quella che sto dicendo”, afferma Di Pietro.
Che, poi, aggiunge: “Ma quello che ho detto io l'ho detto anche alla Commissione antimafia, l'ho detto alla Corte d’appello di Palermo e l'ho detto alla procura di Agrigento”. Di Pietro, infine, conclude: “Chissà perché di questa storia nessuno ne vuole sapere? Scusate questo sfogo”.