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Referendum Giustizia, il giudice al centro sociale per spingere il No: scoppia il caso a Brescia

L’incontro al Magazzino 47 con il magistrato Luciano Ambrosoli accende le polemiche sulla campagna referendaria e sul fronte della sinistra radicale

Referendum Giustizia, il giudice al centro sociale per spingere il No: scoppia il caso a Brescia
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Il referendum sulla Giustizia del 22-23 marzo sta facendo emergere i paradossi della sinistra italiana in tutta la loro assurdità: gli antagonisti del sistema, i sostenitori dell’anarchia, si stanno impegnando in queste settimane in una appassionata campagna elettorale per il referendum, ovviamente per il “no”, come suggerisce la sinistra istituzionale. Ieri in gran parte dell’Italia ci sono state manifestazioni contro il governo e per il “no” che hanno visto schierati centri sociali, anarchici e tutte le sigle della sinistra antagonista, compresi i collettivi studenteschi. È una mobilitazione generale nel Paese quella della sinistra antagonista, che trova spazio anche a Brescia, dove a mobilitarsi per “no” è anche il centro sociale “Magazzino 47”, ben noto in città per le sue manifestazioni agitate.

Mercoledì 18 marzo, infatti, il centro sociale ha organizzato un’assemblea pubblica dal titolo “Referendum Giustizia: votiamo No” presso la sede del centro sociale con ospite, per discutere dei temi legati alla consultazione popolare, il giudice Luciano Ambrosoli, operativo presso il tribunale di Brescia. Sarà presente anche Sergio Pezzucchi, avvocato da anni impegnato accanto agli antagonisti nelle dispute con la giustizia. E non sono poche, almeno finora, quelle che hanno visto gli esponenti del “Magazzino 47” presentarsi davanti alla giustizia. I vertici di questo centro sociale, infatti, sono stati a più riprese denunciati per reati di vario tipo legati alla sfera anarchica.

Sono loro che, non molte settimane fa, hanno allestito un sit-in davanti alla Questura di Brescia contro il questore Paolo Sartori, colpevole di impegnarsi a far rispettare la legge in città. Una colpa, almeno stando alle logiche degli antagonisti, che a più riprese hanno chiesto l'allontanamento dello stesso dalla città. Il questore di Brescia non si è mai fatto intimidire dalle minacce degli antagonisti e prosegue nel suo lavoro, ma questo dà il polso del clima che si respira nella città della Leonessa, dove perfino i consiglieri comunali di sinistra si schierano con l’ala antagonista.

Ora l’assemblea per il no promossa dalle stesse sigle, che conferma il trend ipocrita e doppiopesista della sinistra extraparlamentare, alla quale cerca di andare in scia anche quella istituzionale per un pugno di voti.

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