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"Sono ancora una persona perbene". Spunta l'autocertificazione (ironica) per circolare dopo il referendum

Parla l’ideatore Potito Perruggini Ciotta: "Sono terrorizzato dalle esternazioni che vengono fatte da certi soggetti"

"Sono ancora una persona perbene". Spunta l'autocertificazione (ironica) per circolare dopo il referendum
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“Se dovesse vincere il No al referendum non so se avremo la facoltà di poter circolare liberamente in questo Paese”. Da qui la decisione di creare una sorta di autocertificazione per poter circolare "liberamente" e certificare la seguente affermazione: "Sono ancora una persona perbene anche se ho votato sì al referendum". La sfida di Potito Perruggini Ciotta - fondatore e presidente dell'Osservatorio nazionale Anni di piombo per la Verità storica - è una provocazione fino a un certo punto.

"Premesso che ho da sempre sostenuto l'incostituzionalità dell'autocertificazione nell'epoca Covid, ho pensato che tutti coloro i quali si sono sovraesposti a favore del Sì, potrebbero correre il serio rischio di dover dimostrare di essere delle persone perbene", racconta a IlGiornale.it. Nel suo mirino "il clima particolare in cui ci siamo infilati" ma soprattutto le tesi presentate "non da attori o da studenti ignoranti in diritto costituzionale" ma "da pm che sono in grado di limitare la libertà dei cittadini.

"Ieri sera ho ascoltato un pm dire che il referendum 'è il primo tassello di un preciso progetto di svolta autoritaria del nostro Paese, di stravolgimento della nostra Repubblica', ci rendiamo conto?", aggiunge Potito Perruggini Ciotta, convinto sostenitore del Sì: "Dopo aver vissuto la fine degli anni Ottanta e il completamento della riforma del codice di procedura penale di Vassalli e dopo aver partecipato ad eventi giuridici di ogni tipo anche alla presenza del giudice Falcone, è una riforma indispensabile per l'ammodernamento dell'Italia e per l'adeguamento a norme di carattere europeo per consentire ai capitali stranieri di poter continuare ad avere fiducia nel nostro Paese".

"Sono totalmente terrorizzato dalle esternazioni che vengono fatte da certi soggetti", ha aggiunto: "Non parliamo di farmacisti o fruttivendoli - con il massimo rispetto per queste categorie - ma di persone che hanno il potere di limitare la libertà altrui. Sentire argomentazioni false e diffamatorie da parte di soggetti che dovrebbero essere padroni del diritto è preoccupante". Anche perchè la realtà è diversa da come viene dipinta da molti esponenti del No. "I programmi di governo della sinistra introducevano il tema della separazione delle carriere", ricorda, pensando anche "ai leader e ai giuristi di sinistra che si sono espressi a favore del Sì".

Il suo messaggio è forte e chiaro: “Noi adulti abbiamo il dovere nei confronti dei giovani: ho 61 anni e mi occupo di cose pubbliche da quando hanno ammazzato mio zio (il brigadiere Giuseppe Ciotta, caduto sotto i colpi del terrorismo di Prima Linea mentre era nella sua auto diretto al lavoro, ndr), ossia da quando avevo 13 anni”. L'invito quindi ad abbassare i toni e a utilizzare il buonsenso, il rischio è dietro l'angolo: "Il clima di esasperazione nel Paese è evidente".

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