Magnolia Parade, quattro notti a tutta musica

Festa di fine estate tutta da ballare (e non solo) al Magnolia, il circolo in riva all'Idroscalo che a fine novembre al Meeting degli Indipendenti di Faenza sarà premiato come miglior club italiano 2009, con un festival dedito all'elettronica e al rock d'avanguardia dal marcato respiro europeo. «Magnolia Parade» offre quattro giorni di spettacoli da questa sera a sabato (si suona dalle 18 alle 4 no stop); cinque differenti palchi (di cui uno a bordo piscina, con la possibilità per il pubblico di assistere allo show alternando l'ascolto a un bagno rinfrescante); 40 dj-set; 20 concerti dal vivo (è la prima volta!) tra emergenti (o quasi) di casa nostra e una manciata di campioni della scena internazionale; e biglietti a prezzi decisamente abbordabili (ingresso giornaliero da 15 a 10 euro e abbonamento per l'intero festival a 40 euro): questi i numeri dell'ambiziosa quarta edizione della «Magnolia Parade», patrocinata dalla Provincia di Milano (info: www.magnoliaparade.com). Dunque, quali sono le esibizioni da non perdere al circolo che - dettaglio interessante e non trascurabile - da inizio luglio si alimenta con energia pulita (grazie a un impianto autofinanziato di oltre cento pannelli fotovoltaici) e che sarà raggiungibile per l'occasione anche fino a tarda notte con taxi collettivi a prezzi contenuti? Stasera Mark Lanegan, l'ex voce (torbida e inquieta) degli Screaming Trees (una delle band icona del grunge di Seattle anni Novanta), in compagnia del duo britannico dei Soulsavers, e il dj-set di Andy Smith, diventato qualcuno facendo da mentore ai fenomeni Portishead, fra gli apici della svolta trip hop nata negli anni Novanta in quel di Bristol. Domani menzione speciale per Meg, l'ex cantante dei napoletani (e arrabbiatissimi) 99 Posse, oggi riconvertitasi al linguaggio elettronico, e per l'eccentrica canadese Merrill Nisker, in arte Peaches, ex folksinger con tendenze «anarchiche», oggi cantante ed elettronicista sui generis, a suo agio tra suoni dance/hardcore digitali e una marcata predisposizione alla trasgressione. Sabato sera aspettatevi invece il gran pienone per i francesi Nouvelle Vague, promotori di una rilettura del catalogo new wave e punk in chiave bossanova, jazz ed elettronica; per il dj-set del genietto inglese Matthew Herbert, il più eccentrico e impegnato tra i musicisti elettronici in circolazione (tra i primi ad aver aperto la strada all'uso dei campionamenti «organici», prodotti cioè «rubando» rumori ordinari della vita quotidiana, capace di mettere insieme più passioni: per la dance e le grandi orchestre e lo swing del passato; il pop e la musica concreta); infine per gli spagnoli Le Freak Selector, che si esibiranno con il futuristico react-table: sintetizzatore musicale tattile ideato e sviluppato da un gruppo di ricercatori dell'Università Pompeu Fabra di Barcellona.

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