Mai più lo sport in tribunale

Egregio dr. Lussana, premesso che la mia fede calcistica non è né genoana né doriana e quindi al di sopra delle parti (sono, per la precisione, nero-azzurro orobico) sento la necessità di dover esprimere il mio pensiero sul «caso Genoa» che ormai ha monopolizzato la stampa locale e nazionale. Sono anni ormai che a fine di ogni campionato assistiamo a «disgustosi teatrini» dovuti a diatribe tra la giustizia sportiva e quella ordinaria, a presidenti di società corrotti e corruttori, al blocco dei calendari e così via. A mio modesto parere, a questo punto, è doveroso fare una «rivoluzione radicale»: primo: la giustizia ordinaria non si deve più per nessun motivo occupare di problemi sportivi, per legge, c’è una giustizia sportiva che deve operare; secondo: Carraro si deve dimettere (troppi guai ha già commesso quando era ministro nei governi di centro-sinistra, essendo lui un socialista, e troppi guai ha già commesso in questi ultimi anni come presidente della Figc come pure il suo «amico» Galliani, presidente di Lega e vice presidente di società: è un assurdo); terzo: le colpe dei presidenti di società irresponsabili, inetti, e come già detto, corrotti e corruttori non devono ricadere sulle squadre di calcio, si passi piuttosto ai play-off e ai play-out sia per lo scudetto e le retrocessioni in serie A e per le promozioni e le retrocessioni in serie B, C e nei campionati minori: solo così si può restituire al «gioco calcio» la dignità che gli compete. A questo punto però la conclusione è una sola: per la «oligofrenia» del Presidente e dei suoi collaboratori, la squadra del Genoa calcio, il vecchio e glorioso Grifone, che, sul campo per merito di un buon allenatore come Cosmi, ha vinto il proprio campionato cadetto non merita assolutamente la serie C! Né tanto più la B!

Commenti

Grazie per il tuo commento