Il sequestro polmonare in gravidanza è una malformazione dell'apparato respiratorio che si presenta in un caso ogni 10mila. Quando si manifesta nella sua forma più aggressiva, questa particolare malformazione dell'apparato respiratorio, può essere trattata soltanto in centri altamente specializzati che, proprio per la bassissima incidenza nella popolazione, individuano di volta in volta l'approccio terapeutico più appropriato, dunque unico. Ed è per questo motivo che una donna incinta, riscontrata un'anomalia dello sviluppo di un polmone del feto, è stata indirizzata dalla struttura che la seguiva in Puglia al
Policlinico di Milano, dove il feto è stato operato alla 26ma settimana di gestazione, "spegnendo" il canale di irroramento vascolare prima del termine della gravidanza. L'intervento chirurgico è stato eseguito nel giro di pochissimi giorni, ancora nella ventottesima settimana di gestazione, per bloccare il flusso di sangue che va al sequestro polmonare: il chirurgo sotto guida ecografica introduce in utero, attraverso l'addome materno fino al feto, un laser tramite ago sottilissimo, che brucia il vaso.
Il team di Chirurgia Fetale del Policlinico (nella foto) possiede in Italia la più ampia expertise per il trattamento di questi casi. Qui sono stati eseguiti i primi interventi in utero e l'ospedale negli anni ha fatto scuola formando tanti giovani professionisti che hanno poi aperto altri Centri nel Paese. In particolare, questa procedura in utero eseguita alla ventottesima settimana di gestazione, ha permesso alla mamma di proseguire la gravidanza, il parto e nascita della bimba in Puglia.
Non è la prima volta che viene eseguita una procedura con questo livello di complessità al policlinico e sono stati finora 10 i casi simili trattati in utero, una piccola quota rispetto agli oltre 600 interventi di Chirurgia Prenatale eseguiti negli ultimi 12 anni per altre patologie fetali.