Marchionne ci ripensa E adesso Fiat si lancia su Bertone

Si preannuncia un’estate ricca di colpi di scena: solo pochi mesi fa, per esempio, in pochi avrebbero scommesso che il gigante General Motors potesse risollevarsi e rimettersi velocemente in gioco. E lo stesso vale per il futuro della tedesca Opel: dalla quasi certezza di finire nelle mani di Magna, da come vengono condotte ora le danze è chiaro che la cessione della casa automobilistica resta ancora in sospeso. E anche Fiat, a questo punto, si prepara a togliere la polvere dal suo dossier. Dulcis in fundo, in attesa di schiarite - appunto - sul fronte Opel, ecco tornare alla ribalta il caso Bertone. Le attività industriali della storica carrozzeria piemontese, da circa un anno in stato di insolvenza e nel mirino dell’imprenditore Domenico Reviglio, interessano ora anche il gruppo Fiat. Ed è proprio la marcia indietro del Lingotto, che più volte aveva respinto al mittente le avances della famiglia Bertone, ad aver colto di sorpresa sindacati e istituzioni. Ma qual è il disegno che ha in testa Sergio Marchionne?
Per quale motivo l’amministratore delegato torinese, che nelle scorse settimane ha comunicato a governo e sindacati di aver deciso di tagliare la produzione di auto a Termini Imerese, di punto in bianco decide di accollarsi il rilancio di un’altra azienda decotta? Il vero obiettivo, secondo alcuni, sarebbe l’impianto di verniciatura, definito «tra i più moderni in Europa» dai bene informati. C’è chi azzarda, poi, l’utilizzo della struttura per produrvi veicoli di nicchia o per trasformarla in un polo dell’auto ecologica. E poi, particolare da non sottovalutare, se condotta in direzione dell’innovazione della filiera, l’operazione potrebbe beneficiare di parte del fondo di 900 milioni su cui stanno lavorando il governo, le quattro Regioni (Piemonte, Campania, Basilicata e Sicilia) che ospitano importanti insediamenti industriali dell’auto e la stessa Fiat; questo tema, in via di messa a punto, è al centro del «tavolo» che si è aperto un mese fa a Roma. Entro le 12 e 30 di domani le manifestazioni d’interesse per Bertone dovranno arrivare sul tavolo dei commissari straordinari. In corsa, con Fiat, restano Domenico Reviglio (Keplero) e Gianmario Rossignolo (ex manager di Telecom e Zanussi). Il gruppo asiatico Hong Kong Taite International, che fa parte della galassia Faw, avrebbe invece alzato bandiera bianca. La notizia dell’offerta per Bertone, in amministrazione straordinaria dal febbraio 2008 e con 1.137 dipendenti in cassa integrazione, è stata accolta positivamente dal ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola: «È la prova - ha commentato - che Fiat mantiene alto l’interesse per l’Italia», mentre l’assessore regionale all’Industria, Andrea Bairati, parla di «una buona notizia che dimostra come l’interesse di Fiat si concentri anche sul territorio torinese». Critica, invece, la Fiom Cgil: «Ci devono spiegare - ha affermato il segretario generale di Torino, Giorgio Airaudo - come Mirafiori e Bertone possano convivere».

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