Marina: "Contro mio padre attacchi vergognosi"

In un’intervista al Corriere della Sera Marina Berlusconi parla di un’opposizione fatta con i dossier e il gossip e difende le aziende di famiglia, che "non sono trofei da spartire". Poi avverte: "Successione? Mio padre sta benissimo"

Marina: "Contro mio padre attacchi vergognosi"

Milano - "La libertà di stampa è a rischio in un Paese in cui il capo del governo viene sottoposto per mesi a un vero e proprio linciaggio? Liberi i giornalisti, ma libero anche Berlusconi... di avere una vita privata e di reagire, anche duramente, ad accuse che non sono accuse, ma calunnie infamanti". Così la figlia del premier, Marina Berlusconi, che in un’intervista al Corriere della Sera parla di un’opposizione fatta con i dossier e il gossip e difende le aziende di famiglia, che «non sono trofei da spartire». L’attacco contro Berlusconi è «indegno e vergognoso», «veri e propri tentativi di pugnalarlo alle spalle, ma per fortuna mio padre ha i riflessi pronti», dice Marina. «Tutto questo ha dato ancora di più a me come figlia la misura della grandezza e della qualità umana di mio padre». Le carte di Bari «in base alla legge non erano pubblicabili» e in esse «non c’è nulla che abbia il benchè minimo rilievo penale», afferma la presidente di Fininvest. «Il dramma è che in quest’aria irrespirabile si tende a non fare più distinzioni, a considerare ammissibile quello che è e dovrebbe rimanere inammissibile».

Tutto è partito, sostiene Marina, «dal fatto che un’opposizione di cui si sono perse le tracce ha lasciato il suo mestiere, da troppo tempo, nelle mani di alcune testate ben precise e di un gruppetto di magistrati: addio politica, avanti con i dossier, i pettegolezzi, il fango. Libertà - aggiunge - vuol dire essere liberi di poterla pensare diversamente senza per questo sentirsi dare del cecchino prezzolato. Non sempre mi trovo d’accordo con Feltri, ma è un esempio lampante di giornalismo libero».

I giornali «ormai da mesi si occupano delle nostre aziende solo come trofei da spartire. Finiamola con questa storia della successione. L’argomento non è sul tavolo, perchè mio padre gode di ottima salute», sottolinea la manager, a capo della Mondadori. «Le 20 mila persone che lavorano qui meritano più rispetto. Stiamo parlando di aziende quotate, che creano ricchezza, che fanno informazione e cultura. Non siamo le casette del Monopoli. Negli ultimi 13 anni abbiamo pagato tra imposte e contributi 7 miliardi di euro. Di noi - ribadisce - si parla sempre o quasi per il conflitto di interessi, e ora ci mettiamo anche la dinasty». In tv, «come fece tanti anni fa con la Rai, Mediaset sta incrinando un altro monopolio, quello di Sky», dichiara Marina. «Non pretendiamo che ci dicano bravi, ma che a sinistra facciano addirittura il tifo per Sky... Se c’è di mezzo Berlusconi, va bene anche saltare da Marx a Murdoch. L’importante è dargli sempre contro».