Massacrata in strada con la mannaia

Massacrata in strada con la mannaia

(...)Erano insieme da un paio di anni ma la storia traballava per colpa della gelosia ossessiva del ragazzo. Lunedì la goccia che fa traboccare il vaso. «Era il giorno di chiusura - racconta “Mario” Hu, 26 anni, proprietario del locale - Lei era uscita con le amiche e non aveva risposto alle sue telefonate. Si sono visti alla sera alla fermata del metrò di Porta Romana, una scenata. Lei non voleva più vederlo. Poi la madre di lui l’ha calmata e hanno deciso di passare la notte insieme in un hotel della zona».
Ma gli incubi del ragazzo non si erano dissolti e ieri verso le 10.45 va a prenderla al ristorante e le chiede di uscire. Lei si rifiuta e lui si trasforma in una belva. Impugnato una pesante e affilata mannaia, sembra nascosta sotto i vestiti, e inizia a inseguire la fidanzata. I due cuochi cercano di fermarlo ma vengono minacciati. L’epilogo in strada. Lei è a terra, lui sopra, colpi all’impazzata. Un altro cameriere, Wu Ja Jung, 27 anni, cerca di strappargliela letteralmente dalle mani e vien colpito con alcuni fendenti al capo. Un pony express peruviano di passaggio sfila la mazza da baseball da sotto il furgone e si lancia sull’aggressore.
Una scena raccapricciante ma anche piuttosto ingarbugliata (tanto che il cameriere e il pony express inizialmente vengono scambiati per complici dell’aggressore) a cui assiste dalle vetrine del suo bar Gambler anche Dolores De Ruvo, 55 anni. «Una macelleria, mi sembrava di vedere “Kill Bill”, solo che era tutto vero. Mi sono girata verso il mio barista e gli ho gridato di correre ad aiutare la ragazza». Aurelio Ventura, 43 anni, non se lo fa ripetere due volte, ma quando esce ormai il cinese ha già smesso di colpire e, lasciata a terra la mannaia, scappa verso via Burlamacchi dove viene raggiunto dal barista a cui si sono aggiunte altre tre o quattro persone. «Come gli abbiamo messo le mani addosso è crollato di schianto e si è fatto portare indietro senza reagire».
A quel punto sono già arrivate le prime gazzelle dei carabinieri, che prendono in consegna l’aggressore, e le ambulanze. Ying appare subito in condizioni gravissime: il braccio sinistro quasi staccato, fratture alla testa, viene «stabilizzata» sul posto, portata al Policlinico e operata. I medici però disperano di salvarla. Finisce in ospedale in prognosi riservata anche il collega cinese che ha tentato di salvarla: terribili i fendenti ricevuti al capo. La mattanza è finita e ora rimane solo l’incredulità dei diversi cinesi, amici e parenti dei protagonisti, con gli occhi fissi sulle spesse macchie di sangue e la mannaia luccicante a terra.