Massari al sindaco: «Lascio le deleghe tornerò quando tutto sarà chiarito»

(...) di deleghe così complesse ogni possibile quanto deprecabile elemento di strumentalizzazione». Rimetto le deleghe, prosegue, «con decorrenza immediata fino a quando non sarà stata fatta chiarezza su quanto effettivamente accaduto. Ritengo necessario e non più prorogabile essere messo in condizione di difendermi, tutelando finalmente la mia dignità umana, professionale e politica da accuse tanto assurde quanto prive del benché minimo contenuto storico». Difesa che «potrà compiersi solo attraverso l’immediata attivazione dei più penetranti accertamenti interni nonché mediante il ricevimento delle lettere che mi accuserebbero e che, come mi avete assicurato, avverrà solo successivamente alla formalizzazione della rimessione delle deleghe».
Una puntualizzazione che spiega forse il ritardo lunedì sera nella consegna delle dimissioni da parte dell’assessore: anche la consegna delle lettere scritte una dall’ambasciatore di Norvegia per denunciare con toni accesi le avances subite da una diplomatica dall’assessore durante una cena di gala il 25 maggio, l’altra dalla mamma di una precaria dell’Ufficio relazioni internazionali, sono diventate una sorta di «garanzia» affinché non ci fossero dietrofront da parte di Massari. La lettera verrà letta oggi da Palmeri in Consiglio comunale, prima che inizi un dibattito sul caso. «Ho trasmesso subito ai consiglieri la comunicazione formale del sindaco – ha spiegato il presidente del consigli comunale – che leggerò in aula domani alle 14.30, subito dopo l’appello e prima della ripresa dei lavori sul Piano di governo del territorio. Al termine, tutti i gruppi consiliari potranno intervenire per cinque minuti con un solo esponente ciascuno». Ma il caso Massari, appunto, rischia di frenare ancora una volta la discussione sul Pgt, che già ha subito l’ennesima frenata - quando tutto sembrava ormai risolto con l’accordo siglato tra maggioranza e opposizione sul voto finale il 28 giugno - per una incertezza del Pd sul volume del verde. Il centrosinistra ha chiesto (e ottenuto da Pdl e assessore all’Urbanistica Carlo Masseroli) la quota destinata a parchi e giardini aumenti di un milione di metri quadrati rispetto alla vecchia versione del Piano. Oggi il chiarimento.

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