Maturità a ostacoli: all'appello mancano due ispettori su tre

Il neodirettore generale Giuseppe Colosio lancia l’allarme: «Il
personale tecnico è insufficiente» Sono più di 28mila i candidati a
Milano e provincia che giovedì affronteranno la prima prova

Al via dal prossimo giovedì gli esami di Stato 2009. Secondo i dati ministeriali i candidati delle scuole di Milano e provincia sono oltre 28mila, suddivisi in 625 commissioni.
Oggi si riuniscono i presidenti delle commissioni. È il primo banco di prova del neodirettore scolastico regionale Giuseppe Colosio che ieri, intanto, si è presentato ufficialmente alla stampa.
In carica da pochi giorni, Colosio già è alle prese con più di un impegno difficile. A cominciare appunto dalle risorse di personale, gli ispettori tecnici innanzitutto, vale a dire coloro che in questa fase devono tenere sotto controllo le scuole perché vengano rispettate le regole per lo svolgimento delle prove. «Dovrei averne a disposizione 21 – ha osservato Colosio – e invece ne ho solo sette, per tutta la Lombardia».
Ma altri impegni stringono. A cominciare da quelli relativi all’avvio del prossimo anno scolastico. «Partiamo con un mese di ritardo – ha continuato il neodirettore – e ci sono tutti gli organici da definire. Stiamo parlando di una macchina che conta su circa 100mila dipendenti e un milione e 200mila utenti. Siamo la più grande azienda regionale. Ci sono in successione molti passaggi da tenere sotto controllo: i trasferimenti, l’utilizzo del personale in esubero, le assegnazioni provvisorie, le immissioni in ruolo, e infine le supplenze annuali. Prevedo che quest’anno ci siano da assegnare 25mila incarichi a tempo determinato. Un fenomeno che in passato ha dato origine a un assurdo via vai di docenti ad anno scolastico iniziato, creando non pochi problemi anche agli studenti. Il mio obiettivo è quello di avere stavolta i supplenti sin dal primo settembre, perché anche loro possano essere coinvolti nella programmazione dell’attività didattica, cosicché non si sentano quasi dei corpi estranei alla classe».
Giuseppe Colosio ha poi messo a fuoco la sfida che si deve giocare nelle superiori, dove si deve preparare l’attuazione della riforma. «Il sistema sarà decisamente semplificato – ha ricordato – ma nelle scuole si dovrà lavorare subito per definire la scelta dei corsi. Entro il 20 dicembre deve essere chiaro che cosa proporre ai genitori che poco dopo dovranno scegliere in quale tipo di scuola potranno iscrivere i figli». Una riforma rivoluzionaria che prevede dal 2010-11 solo sei indirizzi (contro i 500 attualmente in vigore), con orari ridotti e un margine di flessibilità per tener conto delle esigenze di formazione locali.
«La Lombardia – ha concluso Colosio – ha delle eccellenze a livello produttivo che competono con tutto il mondo. Dobbiamo portarci a questo livello anche dal punto di vista culturale e formativo».
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