Walter Mazzarri è una miniera di notizie e di trovate. Basta avere la pazienza di ascoltarlo, di seguirlo nelle sue conferenze della vigilia, per ricavare spunti giornalistici strepitosi. Anche lui, probabilmente, come Josè Mourinho, ha capito che è il caso di preparare gli interventi, invece che improvvisarli a braccio, come si dice in gergo. Al fine unico di risultare più efficace dal punto di vista mediatico e di evitare qualche gaffe.
E così in vista della sfida col Brescia, Walter Mazzarri ha abbandonato il registro classico del lamento (da cui il soprannome di lamentino nell'ambiente) per passare invece a quello più impegnativo, letterario. Nel tentativo infatti di far sapere ai critici che hanno aspramente censurato la prova del suo Napoli, e ai tifosi che sono rimasti delusi, di non condividere nessuno dei giudizi espressi, ha fatto ricorso a Luigi Pirandello e al suo "Così è se vi pare". Come dire: non è giusta la realtà rappresentata del Napoli uscito sconfitto 3 a 0 da San Siro, lui ne avrebbe un'altra da proporre. «A volte ci sono episodi che possono spiegare il risultato» è la sua chiave di lettura (riferita naturalmente al rigore dell'1 a 0) per difendere- e fa benissimo- il suo gruppo e frenare lo scoramento collettivo.
«Per evitare strumentalizzazioni, eviterò di parlare di argomenti che non sia il rendimento della mia squadra» l'altro giuramento di Mazzarri. Evidente lo scopo: mettere la sordina, nelle ultime 11 partite della stagione, al polemico conflitto con gli arbitri e il suo designatore.
Mazzarri adotta Pirandello per difendere il Napoli dalle critiche dopo il 3 a 0
Il tecnico del Napoli scova nel "Così è se vi pare" dello scrittore siciliano il modo per liberare il campo dalle critiche severe espresse alla sua squadra uscita malconcia dal duello diretto col Milan di lunedì scorso. E poi giura: «Non parlerò mai più degli arbitri».
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