Un incentivo da cinque milioni di euro per i medici di famiglia. È questo il peso dellaccordo sindacale firmato ieri dalla direttrice dellAsl Città di Milano, Maria Cristina Cantù con i sindacati medici «decisamente soddisfatti delle capacità progettuali della nuova direzione dellAsl», come ha sottolineato il segretario di Fmmg Milano Vito Pappalepore.
Tre gli obiettivi del maxi finanziamento: una maggiore accessibilità alle cure, un miglioramento e un potenziamento della rete urbana di cure primarie e della continuità assistenziale. Come? La prima novità consiste nellattivazione, prevista per il primo di aprile, di un nuovo ambulatorio per ciascuna sede distrettuale (cinque in tutta la città). Negli orari di visita la vera rivoluzione: un medico di medicina generale e uninfermiera garantiranno il servizio dalle 14 alle 20 nei giorni festivi e dalle 9 alle 12 tutti i sabati. «A questi cinque ambulatori distribuiti nei distretti cittadini - spiega Pappalepore - potrà accedere chiunque, anche gli stranieri e tutte quelle persone che non hanno un medico di famiglia». Tradotto in cifre: il 10 per cento dei residenti a Milano (la media lombarda si aggira intorno al sette per cento) e quel milione e mezzo di lavoratori che ogni giorno entra in città per motivi di lavoro e in caso di problemi di salute, prima non poteva che rivolgersi al pronto soccorso. «Siamo certi - continua il sindacalista - che in questo modo ridurremo gli accessi impropri alleggerendo il carico di lavoro dei colleghi che di solito raggiunge un picco dalle 8 alle 17».
Dei cinque milioni di euro stanziati dallAsl, 120 euro andranno a tutti quei medici che ogni sabato mattina daranno la disponibilità a tenere aperto il proprio studio per tre ore. «A ciascun dottore - chiarisce il segretario regionale Fimmg Fiorenzo Corti - sarà lasciata la libertà di decidere se aderire o meno, ma siamo convinti che tanti colleghi si dimostreranno entusiasti. Senza contare che per molti è già una prassi ed ora finalmente potranno ricevere un giusto premio».
Lultima novità sul piano della continuità assistenziale consiste nellincentivo - pari a tre euro per paziente - che verrà dato a quei medici di famiglia che garantiranno una reperibilità telefonica di altre tre ore (attualmente sono due), ogni giorno, dal lunedì al venerdì.
Dal primo aprile partirà anche un progetto pilota di tre mesi per valorizzare la figura del medico di medicina generale nelle cure primarie con la presa in carico di pazienti diabetici, limitando gli accessi impropri a livello specialistico, con un notevole risparmio di risorse in primo luogo per i malati. «Presto i nostri pazienti si renderanno conto - conclude Corti - che questo accordo permetterà loro una semplificazione del percorso di cura e meno burocrazia».