0Andrea Valeri, lei è un medico dietologo e anche omeopata.
«Sì, ho scelto lomeopatia perché in numerosi casi clinici è spesso efficace».
Per esempio?
«Prendiamo le allergie, tra antistaminici e vaccini molto spesso la situazione non migliora e si arriva anche allasma. Con lomeopatia la maggior parte dei pazienti sta meglio».
Non neutralizza gli effetti dei farmaci?
«No. Cè uno studio sulle setticemie fatto in Austria che evidenza un miglioramento nei pazienti se curati anche con il medicinale omeopatico».
Quindi lomeopatia si può conciliare con i farmaci?
«Esatto, non è antagonista alla medicina tradizionale».
Però lomeopata sotto accusa aveva tolto linsulina alla sua paziente.
«Non era un medico omeopata e in quel caso non era stato prescritto alcun medicinale omeopatico bensì vitamine».
Come si fa a non finire nelle mani di cialtroni?
«Serve una legge che definisca il percorso formativo dei medici».
Molti dicono che lomeopatia è acqua fresca.
«La farmacopea europea spiega che i medicinali omeopatici vengono diluiti ma anche dinamizzati. Dunque, la diluizione è solo la metà del processo di preparazione».
Fanno più danni i farmaci tradizionali o quelli alternativi?
«Un dato: in Lombardia, nel 2007, più di 3mila eventi avversi sono insorti dopo farmaci convenzionali. Mentre le segnalazioni dei medicinali non convenzionali sono state circa 300 in tutta Italia in 6 anni».
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