Mediobanca gioca il «Gratta e Vinci»

Mediobanca gioca il «Gratta & Vinci» insieme a Lottomatica concedendo al gruppo delle lotterie una sorta di grande «anticipo» che la porterà per i prossimi 3 anni vicino al 13-14% del capitale.
Il punto di partenza è la necessità di Lottomatica di reperire rapidamente i mezzi necessari per affrontare i costi legati al rinnovo della concessione del Gratta & Vinci (504 milioni sugli 800 del consorzio Lotterie Nazionali di cui l’azienda è capofila col 63%) e gli investimenti nelle video-lotterie. A questo scopo il gruppo lancerà entro fine anno un aumento di capitale da 350 milioni senza diritto di opzione e legato a un prestito convertibile. Visti i tempi stretti a sottoscrivere per intero l’aumento sarà però Piazzetta Cuccia che nel frattempo si è a sua volta finanziata con un prestito obbligazionario «mandatory», cioè obbligatoriamente convertibile, in titoli della società dei giochi. Il bond, emesso da Ubi Banca su base fiduciaria e già collocato sul mercato, prevede un premio di conversione e un coupon rispettivamente al 15% e all’8,75%, mentre il prezzo di conversione sarà deciso il 26 ottobre.
Almeno fino alla scadenza del bond, nel 2012, Mediobanca vedrà salire il proprio impegno azionario in Lottomatica dall’attuale 7,4% a una quota stimabile al 13-14% e avrà i diritti di voto. Nulla vieta poi che in questi tre anni la merchant bank provi a rendere «stabile» la propria quota anche dopo la scadenza del prestito. Altrettanto complessa la strada dei dividendi che durante la vita del bond giungeranno agli obbligazionisti tramite la catena Mediobanca-Ubi. «La prospettiva di un unico concessionario del Gratta & Vinci - ha spiegato il direttore finanziario di Lottomatica, Stefano Bortoli - si è manifestata soltanto negli ultimi giorni e ha reso necessario il ricorso al mercato dei capitali attraverso questa modalità».
Il binomio aumento di capitale-prestito convertendo dovrebbe inoltre consentire a Lottomatica di non compromettere la pagella delle agenzie di rating. Moody’s ha confermato il proprio giudizio e il gruppo ha chiuso in rialzo una seduta nervosa in Borsa (+0,12%).
Pur in assenza del diritto di opzione, De Agostini manterrà il proprio peso azionario in Lottomatica stabile all’attuale 60% grazie a un altro «giro» finanziario, un equity swap acceso nel 2005 (c’è anche un «lock up» di 120 giorni sull’intera quota dal pagamento del bond). De Agostini, che in assemblea voterà a favore dell’aumento, ha a sua volta deciso di rafforzarsi con un bond convertibile da 300 milioni.
Mentre Mediobanca chiudeva sul mercato l’operazione Lottomatica, i suoi grandi soci hanno riunito il patto di sindacato per preparare l’assemblea di bilancio in agenda il 28 ottobre. Dopo essersi soffermati sui conti 2008-09, i soci hanno verificato che alla scadenza di fine settembre non era stata presentata alcuna disdetta e quindi l’accordo procede invariato fino alla fine del 2011. «Tutto rinnovato», ha confermato l’imprenditore franco-tunisino Tarak Ben Ammar.
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