Mehta & C. sul podio: la Filarmonica diretta da big

Chailly, Fasolis, Noseda: sarà una sfilata di superbacchette

E venne (ancora) il tempo della musica sinfonica. La stagione al Teatro alla Scala, partita l'ottobre scorso, nel nuovo anno riserva altri interessanti concerti e direttori di prima grandezza. Dopo il concerto di Natale fuori programma (22 e 23 dicembre), musiche di Vivaldi e Mozart, direttore Diego Fasolis, si comincia a gennaio (per tre giorni dal 17), con la Filarmonica gestita da Riccardo Chailly che dirigerà la «Sinfonia n.6» in la min «Tragische». Poi il mese successivo: il Piermarini porta davanti al pubblico la «Sinfonia n.9 in re min Te Deum», di Anton Bruckner. Per l'occasione il Coro e l'orchestra della Scala diretti da Christoph von Dohnányi (dal 13 al 17 febbraio) Sfilata di grandi nomi del canto come il soprano Tamara Wilson, il mezzosoprano Judit Kutasi, il tenore Peter Sonn e il basso Sebastian Pilgrim; maestro del Coro Bruno Casoni. E ancora, altre pagine da ascoltare.

La fine di febbraio (dal 28 al 2 marzo) coincide con il ritorno di Riccardo Chailly alle prese con un tutto Mahler: una prima esecuzione italiana. Ovvero, quella di «Symphonisches Präludium (ricostruzione di Albrecht Gursching). Di più. Nello stesso concerto verrà eseguito «Nicht zu schnell» dal Quartetto con pianoforte in la min. (orchestrazione di Colin Matthews), Dulcis in fundo la «Sinfonia n.5 in do diesis min». Filarmonica di nuovo in pista dal 16 al 20 marzo di fronte alla bacchetta del direttore Gianadrea Noseda: in programma di Ravel «Ma mère l'oye» e «Daphnis et Chloé» e di Ciajkovskij la «Sinfonia n.6 in si min. op, 74 Patetica». Verso la fine con la «Sinfonia n.8 in do min» - versione 1890 - di Bruckner diretta da Zubin Mehta (dal 3 all'11 maggio). A giugno (dal 12 al 20) Coro e orchestra scaligeri diretti da Cornelius Meister impegnati su «Don Juan» e «Macbeth» di Strauss, e la «Sinfonia 2 in si bem. magg. op. 52 Lobgesang» di Mendelssohn.

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