Il fossile di un triceratopo, vissuto 66 milioni di anni fa, è stato battuto sulla piattaforma Joopiter a 5,5 milioni di dollari. E a quanto pare le aste di fossili preistorici e ossa di dinosauri sono un business milionario, tanto che Sotheby’s ha battuto uno scheletro per 44,6 milioni di dollari. Il mercato dei dinosauri ha registrato un autentico boom nel 2024 e interessa anche alle star di Hollywood e ai fondi di investimento privati: due quelli specializzati, entrambi gestiti da 30enni, uno a Londra e uno a Malta.
Quanto vale toccare con mano ciò che resta di un essere vissuto centinaia di milioni di anni fa? Sentirsi insignificanti di fronte al tempo indifferente e alla natura dal corso inesorabile, provando lo stupore immenso di quando si era bambini?
"Un dinosauro è un memento mori", semplifica Iacopo Briano, un cacciatore di pezzi d'arte davvero particolari, con un mercato ristretto ma milionario in cui si vende essenzialmente una vertigine. Quella che si prova quando si viaggia nelle ere geologiche e a cui capita di partecipare non più di tre o quattro volte all'anno, tante quante sono le vendite all'asta di dinosauri in tutto il mondo.
NON SOLO MUCCHI DI OSSA
Il mercato, un tempo per pochi bizzarri appassionati, naturalmente con "ingenti disponibilità economiche", ha avuto un'esplosione un paio di anni fa. Nel 2024 ha raggiunto un picco con la vendita dello stegosauro Apex da Sotheby's, definito a ragion veduta il "mucchio d'ossa più caro del pianeta": 44,6 milioni di dollari il prezzo finale battuto dalla banditrice Phyllis Kao, dopo che gli "emissari" dei milionari interessati all'acquisto si sono battagliati per circa quindici minuti. Si stima che il mercato di dinosauri nel mondo, per gli anni 2024-2025, valga all'incirca 70-80 milioni di euro, di cui quello italiano costituisce una piccola fetta: vale circa 3 milioni. "Un mercato trasversale, di cui fanno parte lotti che costano una fortuna, ma anche piccoli oggetti da collezione", spiega ancora Briano. Di questo nostrano fanno parte i fossili che si trovano, ad esempio, sul sito internet di Zoic, azienda triestina, fondata da Flavio Bacchia, specializzata nella lavorazione di pezzi in cui opera una squadra di biologi, paleontologi, carpentieri e anche artisti che lavorano su materiale proveniente da tutto il mondo. In particolare dagli States - Utah, Wyoming, Montana, South Dakota ma anche dall'Europa, in particolare dall'Ucraina.
SOUVENIR GIURASSICO
Il sito di Zoic è collegato a una pagina ebay sulla quale anche un ragazzino può comprarsi un fossile da tenersi in cameretta: un dentino di un dinosauro del giurassico si porta a casa con una spesa di circa 20 euro. Le vendite più importanti, invece, si trattano di persona. Briano ha imparato da suo papà un mestiere sbalorditivo: come lui è un esperto e commerciante di fossili. Solo che oggi gestisce vendite milionarie per conto di una casa francese. Quello che fa lui, lo fanno in altri tre in tutto il pianeta e non c'è asta nel settore di cui lui non sia a conoscenza. "Ho iniziato dalla parte bassa del mercato, ma man mano ho dato consulenze per le case d'aste" racconta Briano, da diversi anni su un pulpito privilegiato. È sempre presente quando si realizzano le vendite. "È ovvio che quando trattiamo un pezzo, facciamo indossare i guanti all'acquirente, per farglielo toccare. Un'esperienza incredibile, quella del sentire un pezzo nel qui e ora, che però appartiene a centinaia di milioni di anni fa".
L'ASTA DELLE STAR
Spiega quindi che la prima qualità di questi compratori, è naturalmente, l'ingente disponibilità di risorse economiche. Pronti a dare battaglia a colpi di milioni per ottenere un pezzo, sicuramente unico, ci sono star di Hollywood, grandi capitani di industria, manager delle Big Tech. Milionari in cui prevale molto spesso "l'interesse scientifico" che impiegano il loro impressionante potere d'acquisto non per un beneficio privato, ma pubblico. Spesso, infatti, subito dopo avere comprato, cedono il bene ai musei di scienze naturali come forma di mecenatismo, in modo che tutti possano ammirarli. "Questo accade soprattutto negli Stati Uniti", osserva ancora l'esperto.
I FONDI DI INVESTIMENTO
Oggi ad acquistare dinosauri "ci sono anche fondi di investimento in criptovalute privati. Acquistano il fossile, lo dividono in mini proprietà e lo vendono agli investitori". Sono due in particolare i fondi privati che si occupano di questi acquisti nel mondo, entrambi gestiti da trentenni, uno a Malta e uno a Londra. Si sta diffondendo un mercato delle opere d'arte con i fossili. Ad esempio, quelle realizzate da Ferry van Tongeren e Jaap Sinke, che ha attratto l'attenzione dell'artista Damien Hirst. Opere vendute dai 100mila ai 400mila euro a pezzo. In questo momento la collezione di monumentali fossili è esposta all'interno della mostra temporanea "Relics", all'Art Zoo Museum di Amsterdam, inserito dalla rivista Time tra i "World's Greatest Places 2026". L'esposizione è stata realizzata con il supporto di Briano, che è anche curatore del museo. Tra le opere spiccano una reinterpretazione di un Basilosaurus lungo quindici metri (45 milioni di anni fa), un Mosasaurus (70 milioni di anni fa) e il cranio di un Triceratops (67 milioni di anni fa). "In un mondo in cui l'arte è sempre più concettuale, loro decidono di ritornare sulla materia".
In questo contesto, c'è anche chi prova a commerciarli illegalmente. C'è anche chi prova a commerciarli illegalmente. Di recente, 17 reperti fossili di interesse archeologico e paleontologico, risalenti fino a oltre 50 milioni di anni fa, sono stati sequestrati dai finanzieri del Comando provinciale della Guardia di finanza di Palermo.
Si trovavano in alcuni pacchi, individuati all'aeroporto Punta Raisa, provenienti dall'estero con profili di anomalia legati a caratteristiche, modalità di trasporto e documentazione di accompagnamento. I paleontologi del Museo geologico Gemmellaro ne hanno accertato autenticità, provenienza e valore storico-culturale e adesso li hanno in custodia.