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Un "flusso" di perturbazioni: cosa accadrà sull’Italia

Si apre una fase movimentata con una "canale perturbato" sul Mediterraneo almeno fino al Ponte dell'Immacolata: cosa dobbiamo aspettarci dal meteo e quali saranno le zone più colpite dal maltempo

Un "flusso" di perturbazioni: cosa accadrà sull’Italia
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Un novembre decisamente dinamico pieno di piogge, nevicate e con il primo vero freddo invernale si sta per chiudere e il nuovo mese inizia sotto la stessa falsa riga, quanto meno per la dinamicità: nessun invadente anticiclone all'orizzonte ma anzi, avremo a che fare con un tempo spesso capriccioso e instabile caratterizzato dal passaggio di più perturbazioni sul nostro Paese.

La svolta atmosferica

"Dalla prossima settimana è prevista una svolta a livello emisferico che avrà delle conseguenze dirette anche sull’Italia. Una vasta area di bassa pressione, presente a nord del Vecchio Continente, si estenderà verso sud, dall’Islanda fino al Mediterraneo, formando un vero e proprio 'canale perturbato' diretto verso l’Italia", spiega Mattia Gussoni de Ilmeteo.it. In questo "flusso" che si aprirà a breve scorreranno fronti continui, perturbazioni e occasionali discese di aria artica che intraprenderanno sempre lo stesso percorso come fosse una strada tracciata.

Le regioni più colpite

Il risultato sarà una sequenza di diversi episodi di maltempo a partire già da lunedì 1 dicembre e specialmente al Centro-Sud mentre al Nord, in questa prima fase, prevarrà una meteo migliore. Attenzione, questo non vuol dire che pioverà ogni giorno e in maniera continua ma si tratterà di una variabilità perturbata fatta comunque di ampie schiarite e pause asciutte. Queste perturbazioni entreranno da Ovest senza incontrare ostacoli almeno fino al Ponte dell'Immacolata, dunque fino all'8 dicembre.

La tendenza per l'Immacolata

Parliamo proprio del Ponte del 7-8 dicembre quando potrebbe esserci un'intensa fase di maltempo oltre a un nuovo importante calo termico che sarebbe il primo dell'inverno meteorologico (che inizia domani, 1° dicembre). "Attenzione perché visto il calo delle temperature, dovuto ai concomitanti freddi venti settentrionali, potrebbero configurarsi le condizioni ideali per il ritorno (anche corposo) della neve sulle Alpi, a quote via via più basse, con Piemonte, Valle d'Aosta e Lombardia favorite per gli accumuli più abbondanti", sottolineano gli esperti. In una fase successiva l'ennesima perturbazione dovrebbe spostarsi verso il Centro-Sud arrecando nuove piogge e temporali.

Soltanto dopo potrebbe esserci una pausa con l'alta

pressione ma qui entriamo nel campo minato delle proeizioni a medio termine: dunque, prima di stilare una previsione precisa, bisognerà attendere ancora qualche giorno con i prossimi aggiornamenti dei modelli matematici.

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