A Milano il record del più alto numero di fumatori giovani

Secondo una ricerca commissiaonata dalla fondazione veronesi su 4372 ragazzi delle scuole superiori, il 34% dei ragazzi tra i 14 e il 19 anni è amante delle bionde. <BR> Non solo, 20 su 100 ha meno di 18 anni contro la media di 12 su 100

Il 34,2% dei giovani milanesi tra i 14 e i 19 anni fuma, il 21,7% lo fa regolarmente e il 12,5% saltuariamente. A dirlo è un'indagine di AstraRicerche, realizzata per la Fondazione Veronesi, su «Gli studenti delle scuole superiori milanesi, il loro modo di essere, il rapporto con il fumo di sigaretta». La ricerca è stata condotta tramite un questionario a cui hanno risposto 4.372 ragazzi di 23 istituti superiori milanesi. In totale sono 1,3 milioni gli italiani che accendono la prima sigaretta tra i 15 e i 24 anni e l'85% inizia a fumare prima del 18esimo anno d'età. Milano vanta il triste primato di città con il più alto numero di giovani fumatori. «Il bilancio - spiega l'assessore alla Salute del Comune, Giampaolo Landi di Chiavenna - è di 20 minorenni ogni 100 contro i 12 della media nazionale, e la prima sigaretta viene accesa già attorno ai 15 anni e mezzo, sei mesi prima rispetto al resto d'Italia». Ben il 64,4% degli intervistati afferma che l'abitudine al fumo è prevalente tra i coetanei. Quasi il 50%, inoltre, dichiara di avere uno (32,8%) o entrambi (14,8%) i genitori che fumano. L'abitudine al fumo è più diffusa tra le ragazze (22,3%), cresce con l'età (dal 9,3% dei 14enni fino al 33,3% dei 18enni) ed è superiore negli istituti tecnici/professionali rispetto ai licei. Molto stretto, poi, si conferma il rapporto tra i genitori e il fumo: solo il 15,3% dei ragazzi che hanno i genitori che non fumano è un fumatore regolare, contro il 35,8% di coloro che hanno entrambi i genitori fumatori. L'esempio della madre è più influente di quello del padre: se la madre fuma regolarmente il figlio lo fa nel 36,5% dei casi, mentre se il fumatore è il padre nel 30,9% dei casi. In media vengono fumate circa 8 sigarette al giorno: con gli amici, soprattutto al termine delle lezioni (77,2%), ma anche soli (52,2%).
Il fattore conviviale si conferma il principale motivo che spinge i giovani ad iniziare a fumare (68,4%), assieme allo stress (59,9%) e alla rabbia (57,3%). Un dato allarmante rileva che solo poco meno della metà dei fumatori vuole smettere di fumare: il 28,4% ci ha provato e tenterà di nuovo, mentre il 20,2% vuole provare a smettere per la prima volta. Il 31% del campione non si è mai posto il problema e il 10,6%, uno zoccolo duro di fumatori incalliti, non ha nessuna intenzione di smettere. Le ragioni per smettere o non cominciare a fumare riguardano i seri problemi alla salute causati dal fumo (72,6%), la riduzione delle prestazioni fisiche (51,9%), l'ingiallimento dei denti e i danni alla pelle (42,7%). Tra le iniziative da portare avanti per spingere alla dissuefazione del vizio, al primo posto si consiglia di far rispettare il divieto di vendita ai minori di 16 anni (64,8%), al secondo quello di azioni shock che mostrino i danni del fumo nel corpo umano (61,8%), mentre al terzo posto figura un forte aumento del costo delle sigarette (47,5%). Più di uno su tre considera utili le azioni svolte all'interno delle scuole: corsi antifumo (34,7%) e divieto di fumare nei complessi sportivi (30,1%). Ansiosi, preoccupati e disorientati circa il proprio futuro: questo, dunque, l'identikit dei giovani milanesi. Il 34,4%, infatti, si definisce ansioso, il 39% dichiara di essere preoccupato e disorientato per il proprio futuro e il 41,4% afferma che la società in cui vive favorisce le disuguaglianze sociali ed economiche. Tuttavia, i ragazzi milanesi hanno un'immagine di sè molto più positiva rispetto a quella dei propri compagni: il 70,7%, infatti, considera i propri coetanei interessati solo al tempo libero e al divertimento, abituati a bere alcolici (70,2%), interessati ad apparire e agli aspetti esteriori della vita (65,2%), svogliati (53,4%), consumisti (52,6%) e profondamente incerti sul loro futuro (52,1%).
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