Milano, tassista ucciso per aver investito un cane il pm chiede 30 anni per uno degli aggressori

Il pm ha chiesto trent'anni di carcere per Michale Morris Ciavarella, uno dei tre aggressori di Luca Massari, il tassista ucciso a calci e pugni a Milano dopo aver investito un cane. L'accusa è di omicidio volontario aggravato

Milano - Trent’anni di carcere: è la condanna chiesta dal pm Tiziana Siciliano al termine della requisitoria nel processo col rito abbreviato a carico di Michale Morris Ciavarella, uno dei tre aggressori di Luca Massari, il tassista di 45 anni ucciso a calci e pugni a Milano "punito" per aver investito un cane. Ciavarella è accusato di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai futili motivi.

La stessa ipotesi di reato contestata agli altri due imputati, la fidanzata di Ciavarella, Stefania Citterio, e suo fratello, Pietro Citterio, che hanno scelto di essere giudicati col rito ordinario. Nella ricostruzione del pm, Massari, dopo che scese dall’auto per scusarsi, fu aggredito dapprima da Stefania Citterio, poi dal fratello e da Ciavarella. E massacrato con calci e pugni, anche in pieno volto. Il tassista morì l’11 novembre 2010 dopo un mese di coma. La decisione è prevista per il 14 luglio.

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